Con l’AIS di Avellino si viaggia alla scoperta del vino.

Con l’AIS di Avellino si viaggia alla scoperta del vino.

20 Maggio 2015

Insieme ad Annito Abate, architetto ed ex assessore all’Urbanistica del Comune di Avellino, ma soprattutto delegato Ais sul territorio irpino, partiamo per un viaggio al confine tra saperi e sapori, nella costante ricerca dell’abbinamento perfetto tra cibo e vino, accostamento che mette insieme storia e tradizioni, sensibilità organolettiche e sottili piaceri, in un’unica filosofia di vita dedita alla valorizzazione di luoghi e persone che fanno del nostro Paese, il “Bel Paese”.

L’Ais, l’associazione italiana sommelier, costituita nel 1965, quest’anno, in concomitanza proprio con l’Expo di Milano, compie 50 anni.

Qual è oggi il compito di un sommelier?

«Contribuire a valorizzare le eccellenze enogastronomiche. Farsi ambasciatore del proprio territorio. Coniugare e saperi e sapori. Comunicare a masse sempre più curiose e attente le tradizioni tanto care alla memoria e al palato. Questo è il compito di un sommelier, figura professionale riconosciuta in tutto il mondo, capace di effettuare un’analisi organolettica dei grandi vini del territorio, al fine di valutarne la tipologia, la qualità, le caratteristiche, le potenzialità di conservazione, soprattutto in funzione del corretto abbinamento vino-cibo».

Quale ruolo svolge l’Ais sui territori?

«Se dal 1965 la sede principale è Milano, negli anni l’Ais si è radicata su tutto il territorio arrivando a contare tra le sue fila oltre 30 mila soci. Ci sono sezioni territoriali in ogni regione d’Italia e in più, a livello provinciale esistono le delegazioni come quella di Avellino che abbraccia la geografia enogastronomica di tutta l’Irpinia. Pur essendo così capillare l’Ais non ha scopi di lucro, ma una chiara mission, formare professionisti capaci di contribuire a valorizzare le eccellenze del proprio territorio su una scala globale».

Questo anche grazie ai Corsi professionali di Sommelier.

«Il fiore all’occhiello dell’Ais sta proprio nella didattica. I corsi professionali per diventare sommelier rappresentano un momento di formazione di grande livello. Sono uno strumento capace di far conoscere l’associazione sui territorio ma soprattutto di formare la figura professionale del sommelier. Sono sempre più convinto che la conoscenza è un ingrediente in più per apprezzare il cibo e il vino e pertanto va stimolata».

Il prossimo corso Ais ad Avellino partirà ad ottobre e sarà anticipato da una presentazione. Ci spiega meglio in cosa consiste?

«Il corso si sviluppa su tre livelli.

  • Il primo, di carattere generale, fornisce elementi di viticoltura ed enologia, ma approfondisce anche le tecniche della produzione del vino, dei distillati e degli spumanti, quelle di degustazione e di servizio.
  • Il secondo livello, invece, è un vero e proprio viaggio nel mondo dei vini. Questo modulo permette di acquisire una nuova terminologia e una padronanza consapevole degli strumenti di valutazione. Inoltre, prevede approfondimenti sull’enografia nazionale, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, senza disdegnare divagazioni d’oltralpe in territorio produttori di vino come la Francia, la Germania, l’Austria, fino a toccare coordinate più lontane come quelle della California, del Cile o della Nuova Zelanda.
  • Infine, il terzo livello tratta esclusivamente del corretto abbinamento cibo-vino attraverso una scheda grafica e di prove pratiche di assaggio di cibi con vini di diverse tipologie. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superando il quale si consegue il titolo di Sommelier Ais».

A che età ci si avvicina consapevolmente al vino?

«Non ci sono età precise per iniziare ad apprezzare i grandi vini. L’ultimo corso Ais è stato molto partecipato e c’erano ragazzi di 19 anni e pensionati, professionisti del settore enogastronomico e semplici appassionati di enogastronomia. Questa variegata partecipazione la si nota anche ai tanti eventi che organizziamo sul territorio o nel corso dei laboratori di degustazione che effettuiamo in ristoranti e cantine selezionate. Si rivolgono a noi appassionati e curiosi di ogni età. Da chi vuole implementare le proprie conoscenze per metterle al servizio dell’azienda di famiglia a chi vuole lavorare nel settore enogastronomico o in quello della ristorazione di qualità. Da chi vuole fare bella figura con gli amici a cena a chi vuole maturare nuove competenze per scrivere di vino».


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