Comunità Montane, da Flai e Cgil l’ok al nuovo assetto

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Avellino – La Flai Cgil e la Cgil di Avellino esprimono giudizio positivo sul disegno di riforma delle comunità montane approvato dalla Regione Campania e che ha portato alla riduzione del numero degli enti ed alla ricomposizione geografica per quanto riguarda le Comunità Montane Irpine. “Il nuovo riordino delle comunità montane approvato dal Consiglio Regionale – afferma il segretario provinciale della Flai Cgil, Aniello Vece – mira soprattutto al recupero di risorse economiche, riducendo di fatto il numero di consiglieri e assessori e riorganizzando, accorpando, in alcuni casi eliminando interi territori appartenuti fino ad oggi ad enti Montani. Riteniamo che gli enti in questione – aggiunge Vece – debbano valorizzare la figura degli operatori boschivi e forestali, che costituiscono un patrimonio per l’intera provincia di Avellino, per la quale si configura sempre più marcatamente una vocazione turistico-ricettiva. La tutela del territorio, inoltre rappresenta uno degli aspetti fondamentali della programmazione strategica degli enti locali, ed in particolar modo per i comuni che ricadono in territorio montano. La Flai sarà vigile ed attenta affinché il ruolo dei lavoratori forestali venga sempre meglio riconosciuto e riteniamo che il nuovo assetto degli enti montani possa favorire una migliore utilizzazione di questi lavoratori e soprattutto la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore – conclude il segretario Vece- utilizzando in maniera efficiente, attraverso una intelligente e strategica programmazione, i fondi europei 2007/2013, per interventi di messa in sicurezza del territorio e propedeutici allo sviluppo dell’Irpinia”.
“Le comunità montane sono chiamate ad assolvere un ruolo importantissimo nella tutela del territorio – afferma il segretario provinciale della Cgil, Vincenzo Petruzziello – è innegabile che il loro assetto e la distribuzione sul territorio andava modificata per meglio rispondere alle esigenze di ogni are geografica. Comprendo il malumore di chi si è visto escludere per elementi meramente tecnici dal far parte delle comunità montane, ma spero che il Comune di Ariano possa essere una istituzione presente ed efficiente anche senza il supporto della comunità montana per tutte le questioni che attengono alla gestione del territorio di riferimento, attuando una politica di gestione oculata, intervenendo con una seria programmazione degli interventi e facendosi carico di tutte le funzioni ed i compiti che precedentemente erano assolti dalla comunità montana, avendo, ora, anche la facoltà di pretendere presso gli enti sovraordinati, le attribuzioni finanziarie necessarie allo scopo”.

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