Comune – Tensioni, Gengaro: “Ds e Udeur i veri sconfitti”

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Avellino – Consiglio comunale, domani si torna in aula. Un’assise che servirà probabilmente a chiarire le cause e gli effetti della ‘nuova’ crisi aperta in maggioranza. Frizioni che oggi (con l’ennesimo faccia a faccia tra sindaco, segretari e capigruppo) potrebbero ritrovare l’accelerazione perduta. “L’opposizione ha saputo aspettare – spiega l’esponente di Libera Città, Antonio Gengaro -. Attendiamo spiegazioni in sede di Consiglio, in attesa di riprendere la discussione sulle questioni importanti (tunnel di Piazza Libertà, museo, istituzione di una Commissione d’Inchiesta sulle attività commerciali e sugli alloggi comunali, etc.)”. E ancora. “Questione morale (l’anomalo rapporto tra politica e mondo degli affari), l’abusivismo edilizio e commerciale, l’accattonaggio minorile, la criminalità, la differenziata”. Senza citare “la spada di Damocle” che pende sull’amministrazione Galasso: lavori pubblici. “Progetti ‘improvvisati’ per centinaia di milioni”. E che dire del Piano Urbanistico Comunale? “Il 31 gennaio il Puc di Avellino compie un anno. Compleanno singolare – afferma laconicamente Gengaro – se si pensa che non è mai nato. Il Comune di Salerno ha approvato il Puc con le stesse procedure adottate dalla nostra amministrazione. La Provincia ha impiegato quattro giorni per l’avallo. Una esagerazione che si contrappone a quella avellinese che attende da un anno di adottare il suo strumento urbanistico”. Questione rifiuti. “L’Asi propone il termovalorizzatore: Comune e consiglieri cadono dalle nuvole. La stessa Provincia fa orecchie da mercante. Non entro nel merito della proposta, ma qualora dovesse passare (a patto che chi di dovere si metta a tavolino e ne discuta), chi si assumerà il compito di impedire che l’Irpinia diventi l’immondezzaio della Campania?”. Argomenti trattati, a sentire Gengaro, solo marginalmente nel documento presentato da Galasso. “Un atto sprovvisto dell’essenziale – continua l’esponente di Libera Città -. Il sindaco di Avellino non ha fatto altro che ribadire concetti e progetti triti e ritriti. Un vuoto di idee che rischia di compromettere l’ultima occasione che abbiamo di accedere ai fondi 2007/2013 per il Mezzogiorno. Qual è il ruolo di Avellino. Qual è il suo futuro? Come colmeranno i vuoti lasciati dai colossi economici? Oramai sta perdendo tutte le funzioni tipiche di una città capoluogo. Riadattando un vecchio adagio, siamo passati dalla città della conoscenza, alla città della delinquenza”. E sul piano strettamente politico afferma: “La crisi ha ‘mietuto’ vittime: Udeur e Ds ne usciranno sconfitti. Il documento del sindaco non accontenta nessuno, ma nessuno ha il coraggio di portare avanti la battaglia. Si tratta di un ‘pannicello caldo’ che serve solo a tirare avanti. Insomma l’ennesimo fumo negli occhi”. Unica novità, l’ampliamento dell’organico della Polizia Municipale. “Novità sì – sentenzia Gengaro – ma semplicemente per mettere in moto le solite aspettative clientelari. Sarà potenziato l’organico dei Vigili Urbani, ma c’è da chiedersi con quali soldi?”. Insomma, tutto è ancora aperto. Da una parte i tentativi della maggioranza di salvare il salvabile, dall’altra le aspettative di una opposizione ormai stanca di attendere. (di Marianna Morante)

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