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Una decisione che, stando alla tempistica, ben si concilia con il senso di responsabilità in vista delle prossime scadenze che attendono i democratici irpini: il congresso cittadino con la nomina del segretario; le Primarie e le elezioni regionali. Inoltre il colloquio tra i tre consiglieri ed il primo cittadino ha spostato l’asse di interesse proprio sui dissapori della maggioranza di Piazza del Popolo, placando le tensioni e conquistando quell’equilibrio utile a definire nuovamente le ‘ragioni dello stare insieme’. “Il Congresso provinciale – ha spiegato l’ormai ex capogruppo Iacovacci – ci ha spianato la strada. Il sindaco ha spostato l’asse di interesse su quanto stava accadendo all’interno della sua maggioranza. A questo si aggiunge la vicenda del presidente del consiglio Antonio Gengaro. Non è più tempo di spaccature, oggi il Partito Democratico si vuole ricompattare e vuole consegnare un’immagine diversa alla città. In passato non c’erano le condizioni. E non parliamo di ‘pagnotta’ ma di condizioni politiche. Il sindaco non aveva tenuto nel dovuto conto le diverse anime dei democratici”.
Oggi la situazione, stando ai fatti, si è praticamente capovolta e come Iacovacci ha ribadito, Galasso si è fatto carico delle istanze della sua amministrazione contribuendo a ridefinire le ragioni che oggi hanno sancito la ritrovata unità e che già mostrano quale potrebbe essere la futura evoluzione della pace ritrovata. Non è un caso probabilmente se già si vocifera di un probabile rimpasto che il sindaco dovrà effettuare con il nuovo anno. Gennaio potrebbe essere portatore di sorprese e chissà se l’esecutivo Galasso possa essere rimpinguato proprio da qualche ex dissidente. In fondo la parabola del figliuol prodigo qualcosa l’avrà pur dovuta insegnare.