Avellino – Ds alle strette. La maggioranza di governo spinge per conoscere la posizione ufficiale della Quercia a Palazzo di Città. Nessuna mezza misura. La coalizione di centrosinistra attende risposte perentorie, propedeutiche al tavolo proposto dal sindaco Galasso. “Qual è la loro posizione rispetto alla maggioranza?”. Il segretario provinciale della Margherita, Giuseppe De Mita, sollecita repentine delucidazioni in merito, anche a fronte del ‘contraddittorio’ documento diffuso in sede di Consiglio. Un passo avanti e due indietro, sembra di capire. “Venerdì si è consumato l’ennesimo strappo politico al Comune. L’ennesimo grave strappo che ha visto protagonista la questione tunnel. Ieri, nel corso dell’assise, i Ds si sono astenuti rispetto alla mozione di sfiducia proposta dall’opposizione. Una contraddizione – precisa De Mita – che ha tutti i contorni del pretesto. Il sindaco non ha avuto scelta. Il suo è stato un comportamento obbligato”. Così come la convocazione di un tavolo politico aperto ai gruppi consiliari e alle segreterie provinciale e cittadina. “Un gesto di disponibilità nei confronti dei Ds. Tuttavia ritengo che allo stato sia una proposta impraticabile”. Insomma, prima le spiegazioni, poi la verifica. Poche parole, invece, sulla condotta diessina: “Un comportamento pretestuoso, partito da un argomento (tunnel, ndr) e approdato su questioni che toccano l’intera attività amministrativa. Una sproporzione, dunque, tra fatto denunciato e ricostruzione prodotta in Consiglio”. Ad invocare chiarezza anche il Campanile. Il segretario provinciale, Nino Musto, esorta la maggioranza ad uscire dal limbo. E avverte. “Se ci sarà un confronto, sarà l’ultimo. L’Udeur non accetterà più compromessi. I partiti sono responsabili di atti e parole nei confronti dell’elettorato. Ragione per cui se c’è malcontento rispetto alla coalizione o alla macchina amministrativa, non esistono indecisioni”. (Marianna Morante)
Sul caso interviene l’on. Pasquale Giuditta
“E’ necessario uscire dal Palazzo ed incontrare la gente, superando i vecchi metodi. La crisi di Avellino non corrisponde assolutamente alla crisi amministrativa, ma è una crisi che ha dimensioni più vaste e complesse, è la crisi di una città che ha smesso di vivere da protagonista e con la vivacità che ci appartengono per storia, cultura e tradizioni, appiattendosi su se stessa. La crisi può essere risolta solo recuperando il dialogo con le persone ed i protagonisti attivi della società civile, oggi completamente tagliati fuori da ogni processo decisionale”. L’onorevole Pasquale Giuditta fornisce alla crisi amministrativa in atto una chiave di lettura diversa, proponendo una via d’uscita innovativa e concreta. “Ci rendiamo conto – afferma Giuditta – che è assolutamente necessaria un’iniziativa forte, sentita e responsabile per affrontare e venire fuori da questo momento di difficoltà. Non sono sufficienti solo le discussioni in consiglio comunale. L’amministrazione non è legata da un progetto e da un unico sentire. Occorre una presa di coscienza generale, invertite la rotta e partire dalla base. L’Udeur propone un laboratorio di ascolto e sottopone alla città una serie d’iniziative tese ad ascoltare le istanze che provengono dal mondo della cultura, delle professioni, della scuola e, più in generale, dalla società civile, con incontri pubblici. Il programma generale di guida amministrativa in questo modo può nascere dalla “base”, sulle reali esigenze dei cittadini, in modo tale da non far sentire la gente lontana dal Palazzo. Nei prossimi giorni, renderemo noto il calendario degli appuntamenti. Chiediamo ai cittadini di fornire il proprio contributo. Da sola, l’Amministrazione Comunale non può affrontare e risolvere questa crisi. In un momento così delicato, c’è bisogno di tutti: ce lo impone l’interesse comune per il futuro della nostra città”.
