Compensi ai gruppi consiliari in Regione: scattano 17 inviti a dedurre

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Procuratore_Antonio_Giuseppone

NAPOLI- Un presunto danno erariale da quasi quattro milioni di euro: è l’ipotesi a cui lavora la Procura Regionale della Corte dei Conti per quanto riguarda alcune delibere della Regione Campania, che avrebbe erogato a coordinatori amministrativi dei gruppi consiliari e ai responsabili di segreteria delle commissioni consiliari “un illecito trattamento economico accessorio equiparato a quello dirigenziale”.

Questa mattina sono stati notificati dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Napoli. 17 inviti a dedurre, la possibilità di “fornire spiegazioni dettagliate”, verso i presunti responsabili, vale a dire a 17 tra dirigenti ed ex dirigenti della Regione Campania.

Tra questi anche nomi eccellenti della politica regionale e nazionale: Gennaro Oliviero (Partito Democratico), attuale presidente del Consiglio Regionale della Campania, l’ex presidente Rosa D’Amelio (Partito Democratico), Vincenzo Maraio (oggi segretario nazionale del Partito Socialista Italiano) ed altri componenti ed ex componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

Secondo l’ipotesi della Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti, il danno erariale è stimato in quasi 3,7 milioni di euro. La tesi dei sostituti procuratori generali Mauro Senatore e Davide Vitale, coordinati dal procuratore Antonio Giuseppone, è che sarebbe stato riconosciuto un trattamento economico analogo a quello dirigenziale a delle figure “prive di un profilo professionale adeguato”, in contrasto dunque con la competenza esclusiva assegnata in materia al legislatore statale, con il contratto collettivo nazionale di lavoro e con la stessa normativa regionale intervenuta a partire dal 2021 nonché in violazione ed elusione del giudicato costituzionale.

Il tutto attraverso apposite delibere adottate tra il 2019 e il 2021 e nonostante una sentenza della Corte costituzionale avesse già dichiarato l’incostituzionalità di questo presunto analogo trattamento economico, attraverso la creazione di appositi fondi istituiti con leggi regionali.