Il ruolo dell’agroalimentare in Irpinia il tema all’ordine del giorno del VI congresso provinciale della CGIL che si è tenuto al Country Sport di Avellino.
“L’agroalimentare è uno dei pochi comparti che in Irpinia vanta risultati molto positivi, anzi è uno di quei settori in cui si rifugia anche chi ha perso il lavoro”. Così il segretario Flai Cgil Aniello Vece che ha aperto il lavori dell’iniziativa con una relazione in cui ha ribadito l’importanza di un polo agroalimentare in cui le piccole aziende possano fare rete superando così i confini provinciali e regionali e inserendosi con i loro prodotti sui mercati nazionali, europei e addirittura mondiali. “A parte il problema del cinipide che ha quasi annientato per gli anni passati la produzione di castagne – ha aggiunto – per il resto sembra che il settore vitivinicolo ha affermato le sue produzioni di qualità raggiungendo successi internazionali. Speriamo che in Irpinia possa nascere un polo agroalimentare che possa racchiudere le produzioni locali superando le difficoltà del nanismo aziendale e raggiungendo importanti canali commerciali”.
L’auspicio del sindacalista è che attraverso investimenti mirati grazie a questo comparto sarà possibile dare risposte efficaci alla crisi economica che attanaglia il Paese: “In particolare – dice – è una valida soluzione allo sfascio industriale di quelle aziende che insediatesi negli anni ’90 erano riuscite almeno a dare una risposta in termini di lavoro”.
L’agroalimentare è una risorsa da cogliere al volo anche per l’on. Rosetta D’Amelio </b>che a margine del congresso ha posto l’accento su tre opportunità da non sottovalutare: semestre europeo, nuova PAC e Expo 2015. ” L’agroalimentare rappresenta il 17 per cento del Pil del nostro Paese, un’opportunità in in un momento come questo attraversato da una grave crisi del manifatturiero e dalla crisi di aziende che non ce la fanno a stare sul mercato. Sono contenta che dopo anni il Pd abbia di nuovo un Ministro dell’agricoltura perché dobbiamo ripartire capendo che questa è una priorità anche per le giovani generazioni che hanno bisogno di lavorare”.
Lo sguardo della D’Amelio è ovviamente tutto rivolto all’Irpinia, sempre più penalizzata dalle scelte del Governo Caldoro. “Spero che la Campania non sia nuovamente assente in scelte determinanti per l’Irpinia che per esempio nell’Expo 2015 può essere rappresentativa con la filiera del vino, dell’olio della pasta”.
Fari puntati anche sulle comunità montane, alla luce degli ultimi risvolti. Infatti l’assessore Daniela Nugnes ha convocato le Federazioni di categoria regionali (FAI, FLAI e UILA) per l’11 marzo per definire: riparti finanziamenti per il saldo retribuzioni arretrate anno 2011, determinazione dei fondi occorrenti per il saldo 2012, definizione differenza finanziamenti 2013, anticipazione per l’anno 2014. “Per i forestali siamo in continuo fermento -aggiungeVece- L’ 11 saremo da Nugnes sperando che in quella data avremo noi risposte più chiare per i dipendenti che da anni sono col fiato sospeso ed hanno ancora 15 mensilità arretrate”.
“Il giorno 26 – dichiara – siamo andati sotto Palazzo Santa Lucia, dopo che è stato emendato in giunta la soppressione degli enti e il trasferimento ai comuni. Ci è sembrato uno schiaffo ad una vertenza che dura da quattro anni, ci aspettiamo adesso che la Regione si sieda attorno ad un tavolo e risponda alle nostre richieste”.
Contraria alla soppressione delle comunità montane anche D’Amelio che promette di rivolgersi al Tar qualora la legge passasse in Consiglio Regionale. “Con un colpo di mano le comunità montane vogliono essere cancellate con una delibera di accompagnamento al bilancio. La Regione non si rende conto che la difesa idrogeologica e la difesa delle nostre montagne può avvenire solo se c’è il lavoro di manutenzione”. Sui lavoratori forestali aggiunge: ” Il loro destino non è per niente chiaro, se si vogliono cancellare gli Enti Montani vuol dire che nella testa di Caldoro c’è l’idea di mandare a casa la stragrande maggioranza degli operai che invece sono una straordinaria risorsa e i tanti comuni sono necessari. È un disegno che va assolutamente combattuto”. (Di Rosa Iandiorio)
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