Coach Ramondino, vice di Teramo e Avellinese Doc, presenta il match

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Teramo – I risultati della sorprendente BancaTercas guidata da coach Capobianco non sono ovviamente frutto del caso. Un pubblico appassionato, una società attenta e un roster ben costruito si affiancano ad uno staff tecnico non solo di indubbie capacità, ma anche ben rodato e collaudato. E tra essi spicca Marco Ramondino, avellinese doc classe 1982. Ramondino segue Capobianco sin dalla C1 a Salerno, passando per le giovanili della Scandone prima di approdare a Jesi ed infine proprio a Teramo come vice-allenatore. Per lui la sfida con i biancoverdi ha sempre un sapore speciale ma domani ogni sentimento sarà – almeno per 40′ – accantonato per cercare di aggiudicarsi una partita quantomai fondamentale per entrambe le squadre.

Avellino contro Udine ha tenuto fuori Williams lanciando Slay nei 12. Dopo questa decisione vi sarete preparati anche alla possibilità di dover affrontare per tutta la durata dell’incontro un quintetto atipico, cioè senza un vero e proprio centro di ruolo con il campo sempre e comunque aperto…
“Assolutamente sì, infatti abbiamo dovuto prendere in considerazione entrambi gli assetti. Ma contro giochi contro Avellino non è mai semplice, perchè devi essere preparato in ogni caso a affrontare i quintetti tattici che coach Markovski propone”.
E per quanto riguarda i ritmi della gara?che ti aspetti? voi giocate in casa, proverete a tenere la partita sulla corsa?
“Sappiamo che Avellino è una squadra molto forte nei primi secondi dei possessi, quindi la difesa del contropiede e del loro gioco in transizione sarà fondamentale, vogliamo essere intensi e lo possiamo essere anche senza correre a mille all’ora”.
Nella vostra cabina di regia c’è Poeta. E’ probabile che Avellino sfrutti la sua maggiore profondità della panchina per alternargli sopra più marcatrue, quindi Porta, Diener, Best…la cosa vi preoccupa?
“E’ una cosa che pensiamo possa succedere ma confidiamo nel supporto di tutti per la gestione della partita”
Intanto, Moss si sta rivelando un ottimo cestista e buon difensore anche ad alti livelli. Quanto conterà la sfida con Warren su entrambe le metà del campo?
“Nell’idea del nostro allenatore è riduttivo leggere in un confronto individuale la chiave di una partita, noi dobbiamo fare in modo che Moss e tutti quanti sappiano fornire quello che la partita di volta in volta richiede senza che nessuno si fossilizzi su duelli o cose del genere”
La classifica parla chiaro, siete la sorpresa del campionato. Tanto è vero che vi hanno chiamato ‘la nuova Avellino’. E’ una cosa che vi inorgoglisce (pensando ai risultati dell’Air la scorsa stagione) o vi carica di pressione che puo essere nociva?
Sicuramente ci riempie d’orgoglio. Noi lavoriamo per confermarci e dal canto nostro la pressione non è un problema, anzi. La pressione ce la stiamo mettendo da soli dal 20 agosto per migliorare individualmente e come squadra”. (di Giuseppe Matarazzo)

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