CM Ufita – Solimine: “Contro la crisi alleanza istituzionale”

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Ariano – Un patto di solidarietà politica per fare fronte comune contro un momento di grave crisi economica che sta travolgendo la nostra popolazione. Una alleanza istituzionale trasversale, sul modello della lega, per provare a recuperare l’intero territorio della provincia di Avellino. La proposta è di Giuseppe Solimine, sindaco di Trevico, presidente della Comunità Montana dell’Ufita e consigliere provinciale uscente, che, partendo dall’Ufita, intende riprendere il cammino sulla strada dell’alleanza territoriale. “La politica, pur avendo compiuto grandi sforzi non è riuscita a mantenere il contatto con la gente e con gli elettori – afferma Solimine – e questo sta creando serie difficoltà in termini di tutela degli interessi legittimi delle nostre comunità, costrette ad adeguare la loro esistenza ai crescenti disagi economici e sociali, che pensavano di aver definitivamente superato dopo la crisi degli anni cinquanta. Domenica scorsa, in occasione dell’incontro pubblico tenutosi a Lioni, ho richiamato l’attenzione della politica verso le aree industriali, che stanno soffrendo per la drastica riduzione delle commesse, associata ad un impianto produttivo già debole ed ho evidenziato che nei prossimi mesi la situazione peggiorerà perché centinaia di giovani non vedranno rinnovato il loro rapporto di lavoro a termine, ma questo dato non mi sembra sia correttamente valutato. Anche nelle aree interessate da attività più tradizionali le cose non vanno meglio. Da anni stiamo combattendo, spesso in perfetta solitudine e ciascuno dal proprio campanile, una battaglia inutile nel metodo per il mantenimento dei servizi essenziali. Concordo con l’onorevole Ciriaco De Mita quando afferma che occorre lavorare per unire le comunità e non per dividerle, avendo come obiettivo l’interesse della rappresentanza dei territori e penso che le nostre comunità debbano essere allargate in base alla omogeneità delle aree sulle quali esse insistono ed alla buona amministrazione dimostrata sul campo, soprattutto in termini di corretto utilizzo delle risorse economiche. La linea lungo la quale bisognerebbe muoversi – continua Solimine – è quella della funzionalità del rapporto politico e della fruizione dei servizi, soprattutto nei comuni meno popolosi. Ai giovani abbiamo il dovere di dare un messaggio di speranza, che sia, però, anche di contenuto e dobbiamo avvicinarli alla memoria storica, attraverso la quale costruire una coscienza nuova, fondata sulla solidarietà. I nostri padri fondatori, quelli che concepirono la Carta Costituzionale, posero l’uomo al centro dell’universo e mi auguro che questo loro insegnamento possa raggiungere chi, in questi mesi, sta utilizzando l’arroganza come strumento per l’affermazione dell’individuo. Siamo consapevoli che il percorso è difficile e che non abbiamo certamente inventato una formula magica, ma dobbiamo provare a riprendere il filo conduttore ormai smarrito e per farlo abbiamo bisogno della collaborazione di tutti: anche della stampa, che spesso sembra attratta dagli elementi che dividono e non da quelli che uniscono; è come se i media soffiassero sul fuoco in attesa che scoppi l’incendio. Spesso una notizia data in maniera poco ponderata può trasformarsi in una mina con il rischio che qualcuno la raccolga e la faccia esplodere. La vera partita si gioca sulla rivendicazione delle identità territoriali, chi guarda da lontano il nostro territorio spesso ha la sensazione che esso sia marginale e questo avviene anche per colpa di chi non riesce a presentalo nel modo migliore, stampa compresa: la lega per l’Irpinia potrebbe rappresentare il contenitore all’interno del quale mettere una serie di proposte legate tra loro – conclude Solimine – in modo da costituire la sintesi dell’offerta territoriale che punta ad essere funzionale allo sviluppo della intera regione”.

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