Clandestini affetti da scabbia: sfogo-denuncia dell’assessore Giova

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Avellino, per una sera, crocevia dell’emergenza socio-sanitaria. Da una parte la richiesta di asilo politico avanzata da due dei 22 clandestini curdi trovati a Solofra sabato scorso, dall’altra l’imprevedibile risvolto clinico della vicenda. Un fulmine a ciel sereno che ha ‘scosso’ la città capoluogo ancora impreparata a fronteggiare tali problemi. Dopo le formali procedure di espatrio adottate dalla Questura di Avellino, i 22 extracomunitari sono stati trasferiti presso l’ospedale Maffucci per essere sottoposti a visita medica. Il referto ha evidenziato, per nove di essi, lesioni da scabbia, mentre per gli altri dieci (i tre minorenni sono stati affidati alla casa famiglia di Manocalzati) è stata avviata una profilassi di routine. A visite concluse, il nosocomio di via Pennini ha dimesso i pazienti con tanto di trattamento a cui si sarebbero dovuti sottoporre. Al loro fianco le forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri) e l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Avellino, Mirella Giova che, fin dalle prime ore del pomeriggio, si sono spesi per far fronte alla situazione. “Una situazione delicata – ha affermato l’esponente della Giunta Galasso -. Mi sono trovata da sola a dover gestire un problema più grande di me e della città capoluogo, ancora impreparata ad affrontare emergenze di questa portata. Insieme alle forze dell’ordine abbiamo tentato di contattare, fino a tarda sera, chi di dovere per trasferire i 22 ragazzi presso centri specializzati. Uno scaricabarile durato sei ore, conclusosi grazie alla sensibilità degli assessori regionali alle Politiche Sociali e alla Sanità Rosetta D’Amelio e Angelo Montemarano che hanno immediatamente predisposto il trasferimento presso l’Ospedale San Gennaro di Napoli e della Polizia che ha messo a disposizione i mezzi”. Se così non fosse stato “…i 22 extracomunitari sarebbero stati liberi di vagabondare per la città, raggiungere Roma e poi la Francia (dove erano diretti) rendendosi ‘responsabili involontari’ di possibili contagi e allarmismi. C’è troppa disinformazione. E poca sensibilità rispetto a queste problematiche. Avellino – conclude Mirella Giova – ha bisogno di concertazione. Smettiamola con la politica degli annunci e gestiamo le emergenze insieme: istituzioni, associazioni, Asl, forze dell’ordine. Solo se scendiamo tutti in campo, si potrà fronteggiare una emergenza come questa e nella quale Avellino potrà ancora imbattersi”. (di Marianna Morante)

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