Cittadinanza onoraria ad Albanese, il Partito Liberaldemocratico Avellino dice no

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Il Partito Liberaldemocratico ha formalmente presentato, a mezzo PEC, osservazioni alla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Avellino a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, sulla quale il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere nella seduta convocata per mercoledì 21 ottobre 2026.

L’atto, trasmesso dall’avv. Salvatore Pastore, Segretario provinciale del Partito Liberaldemocratico, “muove da un principio preciso, la difesa dei diritti umani e la tutela delle popolazioni civili sono valori universali, che non possono essere piegati a logiche di contrapposizione politica. Il rispetto del diritto internazionale deve essere garantito nella sua interezza, senza doppi standard, condannando le violazioni dei diritti umani indipendentemente da chi le commetta. Nel caso di specie sono da condannare sia gli attacchi israeliani su Gaza quanto gli attacchi di Hamas al popolo israeliano (7 ottobre). Proprio la centralità di questi principi impone, tuttavia, una valutazione rigorosa della specifica proposta di conferimento della cittadinanza onoraria. Un riconoscimento istituzionale di tale rilievo non può essere considerato un semplice atto simbolico o un’espressione di appartenenza politica, ma è necessario che si fondi su motivazioni concrete, documentate e rispettose della pluralità delle diverse sensibilità politiche presenti nella comunità cittadina oltre che coerenti con le disposizioni regolamentari del Comune”.

Tra le richieste formulate al Comune infatti c’è quella di conoscere le ragioni civiche che giustificherebbero un tale riconoscimento.

“La cittadinanza onoraria deve rappresentare Avellino, non una sola parte politica. Il Partito Liberaldemocratico ritiene che la cittadinanza onoraria debba conservare il proprio valore civico e istituzionale, rappresentando un riconoscimento della comunità nel suo complesso. Per questa ragione, prima di procedere al voto, è necessario verificare che la proposta risponda effettivamente ai requisiti previsti dal regolamento comunale e che le motivazioni addotte siano adeguatamente documentate e pertinenti alle finalità dell’onorificenza. La possibilità di esprimere valutazioni critiche sulle dichiarazioni pubbliche di una personalità proposta per un riconoscimento non mette in discussione il valore dei diritti umani né il diritto di sostenere la popolazione palestinese, anzi al contrario, il confronto pubblico e la libertà di espressione costituiscono elementi essenziali di una democrazia pluralista. Si può sostenere il diritto del popolo palestinese alla dignità, alla sicurezza e alla tutela dei propri diritti senza essere necessariamente favorevoli al conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese. Allo stesso modo, si può riconoscere l’importanza del ruolo delle Nazioni Unite senza rinunciare a una valutazione critica delle dichiarazioni e dell’attività pubblica di chi ricopre incarichi internazionali. La memoria presentata dal Partito Liberaldemocratico non intende, dunque, contestare il diritto di sostenere la causa dei diritti del popolo palestinese, ma richiamare l’Amministrazione comunale alla necessità di una valutazione seria, trasparente e conforme alle regole che disciplinano il conferimento delle onorificenze civiche. Il dibattito sulla cittadinanza onoraria si inserisce in una fase nella quale Avellino è chiamata ad affrontare problemi concreti e urgenti come la disoccupazione giovanile, l’emigrazione, la perdita di opportunità professionali, le difficoltà economiche delle famiglie e la necessità di rilanciare il tessuto produttivo locale. Il Partito Liberaldemocratico ritiene che l’Amministrazione debba mantenere alta l’attenzione su queste priorità, senza rinunciare al confronto sui temi internazionali, ma evitando che le questioni simboliche assorbano il dibattito pubblico a scapito delle risposte attese dai cittadini. Avellino appartiene a tutta la sua comunità e pertanto, le istituzioni comunali hanno il dovere di rispettare il pluralismo democratico, ascoltare le diverse posizioni e assumere decisioni motivate, senza trasformare riconoscimenti destinati a rappresentare l’intera città in occasioni di contrapposizione tra schieramenti”.