Città Nuove, la fondazione di Renata Polverini pesca a destra e a sinistra. Per costruire la rete in Irpinia, il responsabile regionale Salvatore Ronghi punta sul consigliere provinciale Franco Lo Conte. All’arianese è stato dato mandato di dar vita alla fondazione. Al tempo stesso per Avellino sarà Ettore Iacovacci a fare da portavoce. Cresce sul territorio la fondazione Città Nuove e si sta organizzando, come da regolamento, attraverso parlamentini che raggruppano comuni contigui e rientranti nei collegi provinciali. A spiegare le finalità Salvatore Ronghi, responsabile regionale e componente del direttivo nazionale di Città Nuove. “I parlamentini riflettono la volontà della fondazione di dotarsi di un modello organizzativo innovativo e partecipativo – ha spiegato Ronghi – essi saranno composti dai rappresentanti delle assemblee elettive iscritti alla fondazione, dai responsabili sei circoli territoriali di Città Nuove e dai rappresentanti degli Ordini professionali operanti sui territori”. Il parlamentino eleggerà, poi, il proprio portavoce che resta in carica massimo due anni”. Tra le novità anche il corso per i dirigenti politici di Città Nuove che partirà a settembre prossimo. Quest’ultimo è finalizzato a fornire alla aspirante classe dirigente della fondazione gli elementi essenziali per affrontare l’impegno politico, istituzionale ed amministrativo, a cominciare dalle nozioni essenziali del diritto europeo, costituzionale ed amministrativo fino agli strumenti di comunicazione politica e rapporti con il mondo dell’informazione. Ronghi, nel corso della conferenza stampa di questa mattina ha espresso anche la propria opinione rispetto alla ventilata ipotesi del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. “La discesa in campo dei governatori può essere un elemento di ricchezza per le primarie del centro destra affinché essere siano realmente un’occasione di rinnovamento e di crescita per la coalizione, ma non si può non tenere conto di ciò che i governatori che scendono in campo rappresentano dal punto di vista del buon governo e della tenuta della coalizione. In tale ottica, la discesa in campo alle primarie non può risolversi in rivendicazionismi territoriali che, nella specifica azione di governo, devono trovare concretizzazione”. Inoltre, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibile partecipazione alle primarie di Città Nuove, l’ex vice presidente del Consiglio regionale campano ha evidenziato che nella prima assemblea nazionale di Città Nuove la leader, Renata Polverini ha delineato uno scenario politico di altro livello nazionale sui grandi temi che riguardano il futuro del Paese, dal lavoro, alla famiglia, all’etica, all’ambiente. “La forte capacità attrattiva di Città Nuove sui territori – dice Ronghi – conferma che la nostra fondazione intende essere protagonista delle grandi scelte che riguardano il futuro del’Italia e dei territori”.
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