Città del vino, riunione deserta. Acone: “I sindaci non vogliono fare sistema”

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Città del Vino Avellino
Città del Vino Avellino

In mattinata presso la sala consiliare del Comune di Avellino si è tenuta la presentazione dell’osservatorio “Città del vino” per l’avvio dei progetti Pilota legati appunto alla produzione vitivinicola sul territorio con lo sfruttamento dei fondi europei 2014-2020. L’iniziativa però non ha riscontrato l’adesione dei 51 sindaci irpini invitati: solo il vicesindaco di Avellino La Verde ha preso parte all’incontro insieme al Presidente delle Città del Vino Pietro Iadanza e il Direttore Generale Paolo Benvenuti, il Professor Pietro Rostirolla del Dipartimento di Scienze Sociali Università degli Studi di Napoli L’Orientale e Teobaldo Acone, Ambasciatore delle Città del Vino, promotore dell’iniziativa, presente solo la consigliera regionale Rosa D’Amelio e l’assessore alle attività produttive del Comune di Avellino Annamaria Iandiorio.

“L’assenza dei sindaci – ha evidenziato Acone – è il segno che al di là delle parole non credono in un progetto di valorizzazione dei nostri docg, fiano e taurasi. Non vogliono fare sistema attorno a linee guida di sviluppo comuni, continuando a pensare forse che siano sufficienti le sporadiche iniziative che promuovono ognuno nel proprio paese. Come associazione “Città del vino” ci siamo solo proposti di dare una mano per investire al meglio i fondi comunitari la cui richiesta è legata a progetti di turismo vitivinicolo, con un indotto organizzato che vada dalla ristorazione alla ricezione, che in Irpinia ancora non c’è anche a causa della tardiva approvazione della legge regionale sul turismo arrivata solo lo scorso anno. Tutto questo non si risolve né con le urla né con gli slogan, ma occupando il territorio con progetti validi che diano un’alternativa di sviluppo per la nostra Irpinia”.
La presentazione avrebbe permesso una lettura più ampia riguardante la minaccia delle perforazioni petrolifere in Alta Irpinia e lo smantellamento della rete ferroviaria provinciale. Inoltre la discussione punta a riunire tra di loro diverse realtà legate alla produzione del vino riducendo tempi e sprechi nella spesa dei fondi europei, creando in questo modo un percorso virtuoso.

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