Avellino – Congresso, Finanziaria, città: il Campanile riflette sui temi caldi dell’attualità. Chiuso il tesseramento, si pensa a costruire il nuovo progetto politico in vista del dopo Giuditta. Più idee e meno protagonismi, sembra essere il motto del nuovo Udeur che, pur guardando con fiducia alle grandi trasformazioni, sia in campo locale che nazionale, intende concentrarsi sulle questioni di ordinaria amministrazione. E l’imminente assise cittadina offre spunti interessanti sui quali ragionare. A cominciare dal Piano urbanistico comunale, croce e delizia dell’amministrazione Galasso. Ping pong di responsabilità, di accuse e polemiche che non intende arrestarsi. Neppure dopo l’approdo dell’incartamento presso l’ente Provincia. “Il Puc – spiega il capogruppo Udeur a Piazza del Popolo, Pino De Lorenzo – è stato per troppo tempo oggetto di libere interpretazioni. Le stesse procedure di trasmissione del fascicolo alla Provincia sono state precedute da ritardi e freni che attendono chiarimenti ufficiali in aula. Il Consiglio comunale non è a conoscenza degli ultimi sviluppi sul Puc e attende dall’assessore all’Urbanistica delucidazioni in merito”. E poi. Il futuro del Teatro Carlo Gesualdo. “Anche in questo caso – continua De Lorenzo – riterremmo utili alcuni chiarimenti. Si parla di trasformare il Gesualdo da istituzione culturale, troppo onerosa per le casse comunali, a fondazione culturale attraverso il coinvolgimento di enti e privati. Iniziativa da sostenere a patto che non diventi l’ennesimo carrozzone politico. In questo caso l’Udeur si opporrà fortemente”. Intanto la Giunta di Palazzo di Città ha approvato nei giorni scorsi il piano parcheggi per i residenti. 900 posti auto gratuiti (prima macchina indipendentemente dal garage) a disposizione degli avellinesi. “Una vittoria dell’Udeur – precisa De Lorenzo – che si è fatto portavoce di questa mozione fin dall’inizio. 900 posti auto non rappresentano sicuramente ‘la soluzione’, ma di certo è un passo importante dove il buonsenso ha prevalso sulle logiche massimalistiche. Avellino oggi non vive un buon momento. Per i prossimi anni continuerà ad essere una città cantiere. Unitamente alle grandi opere, però, è giusto pensare a gestire l’ordinario: traffico, vivibilità, rifiuti”. Infine Congresso e Finanziaria. Sulla manovra economica del Governo, De Lorenzo non ha dubbi: “Servono emendamenti correttivi. È troppo rigida. Troppi sacrifici tutti insieme che penalizzano il ceto medio. Sarebbe stato più opportuno dividere il risanamento in due o tre anni”. Sull’assemblea congressuale di fine anno, poche parole ma eloquenti. “Il congresso rilancerà l’azione politica dell’Udeur, con nuove proposte per il territorio e programmi mirati”. Top secret i nomi dei papabili per il dopo Giuditta. “Ci sono aspirazioni legittime. Ma il Congresso girerà attorno alle idee. Non ai nomi”. (mari.mo)
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