Cisl ribadisce punti critici della sanità in Irpinia

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Nel corso della conferenza dei sindaci ASL di Avellino tenuta oggi presso la sede Comunale di Avellino e presieduta dal Sindaco Paolo Foti la CISL ha ribadito con forza i punti di criticità del sistema sanità campano ed irpino prospettando soluzioni che solo con il coraggio e fuori dalle logiche politiche ed in piena trasparenza possono riconferire dignità ai lavoratori della filiera sanitaria ed il diritto dei cittadini alla cura ed assistenza. Riteniamo utile sottoscrivere tra i soggetti deputati un patto per la salute al fine di meglio razionalizzare, riorganizzare, riqualificare e rilanciare i servizi socio assistenziali e sanitari in Irpinia. Il piano regionale per uscire dal disavanzo cumulato in Campania prevede sia misure prettamente economico-finanziarie di riduzione del disavanzo, sia misure di riorganizzazione del SSN che sono state parzialmente attuate visto gli ultimi rilievi mossi dal Tavolo Massicci e la discordanza presente in alcuni decreti regionali l’uno pronto a smentire l’altro è il commento del Segretario Generale CISL FP Doriana Buonavita . Non si è dato pieno adempimento ai decreti regionali n.49 e n.29 in merito alla riconversione della rete ospedaliera irpina e pochi sono stati gli interventi significativi sulla riorganizzazione e sul potenziamento della rete distrettuale e della medicina di base finalizzata al disincentivo alla ospedalizzazione. I tagli operati dalla Regione Campania sui fondi aziendali e contrattuali che sommati agli avanzi di gestione maturati dalle aziende irpine hanno prodotto la riduzione dei servizi e il blocco del turn over stanno incidendo fortemente nella organizzazione del lavoro soprattutto presso la sede ospedaliera del Moscati ( mancano circa 500 operatori del settore). I lavoratori sono costretti ad effettuare turnazioni insostenibili che stanno fortemente minando la tenuta psico-fisica deli stessi. La riduzione dei badget destinati per assistenza domiciliare, riabilitativa, Rsa e centri di riabilitazione psichiatrica ed una inadeguata pianificazione di emergenza sanitaria per cui ad oggi non è stata ancora varato l’atto di intesa interaziendale per la costituzione del Dipartimento Integrato dell’emergenza hanno ridotto l’assistenza e gli interventi in urgenza. Mancano le linee guida per l’organizzazione del triage ospedaliero e per l’osservazione breve siamo in assenza di setting organizzativi che potrebbero evidenziare le necessità di personale tra i diversi ospedali campani a parità di attività. La carente e poco trasparente attività sul controllo sulla spesa, sulle prestazioni aggiuntive, sulla mobilità passiva e sui costi per esternalizzare servizi e la mancata possibilità di utilizzo delle risorse derivanti da economie ed avanzi di bilancio da investire per migliorare ed implementare i servizi stanno riducendo sempre più le risorse economiche che non verranno mai più restituite al territorio irpino, è la riflessione del Segretario Generale della CISL IrpiniaSannio Mario Melchionna. La sanità privata è al collasso: stipendi arretrati, sospensione di attività per mancanza di requisiti minimi, pagamenti rallentati sulle spettanze dei singoli centri e/o cliniche da parte dell’ASL e dai altri Enti tipo Comuni e Piani di zona sulla compartecipazione alla spesa in uno con la riduzione dei baget stanno determinando la decisione di molti imprenditori di adottare contratti di lavoro per i dipendenti più vantaggiosi a danno delle professionalità generando un pericoloso damping contrattuale. In questo scenario la CISL chiede alla Regione Campania ed ai Direttori Generali ognuno per le proprie competenze e responsabilità di cambiare verso alle scelte sinora praticate e con coraggio ridisegnare una nuova governace della sanità ove a partire dai veri bisogni dei cittadini si debba investire in risorse umane e strumentali per offrire servizi migliori. Vogliamo centri di eccellenza e laddove essi già esistono non accompagnarli al declino. Riconvertire i costi per la mobilità passiva e per le prestazioni aggiuntive in nuove assunzioni ci sembra la prima cosa da fare perché è solo con nuova forza lavoro che possiamo offrire prestazioni migliori. Del resto non si comprende perché si preferisce spendere ogni anno milioni di euro per far curare i cittadini irpini fuori regione e non essere noi attrattivi atteso le spiccate professionalità che tutto il mondo ci invidia. Inoltre chiediamo che vengano attivati tutti i posti letto previsti e che tutte le strutture riconvertite possano essere pienamente funzionanti. Dobbiamo batterci perché si mettano in condivisione i bilanci economici con quelli assistenziali al fine di garantire i LEA affinche si possa ottenere un SSN universale, equo e solidale. Il 24 marzo proporremo negli attivi unitari alla politica ed alle istituzioni di fare fronte comune su tutte queste criticità per uscire insieme da un baratro ove purtroppo non si vede un filo di luce ed è a rischio la coesione sociale, concludono Melchionna e Buonavita.

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