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Molteplici dunque le questioni sul tavolo, a partire proprio dalla funzione del lavoro forestale, vero motore non solo della salvaguardia ambientale ma anche del rilancio economico di quella grossa fetta d’Irpinia ad ‘alta quota’. E’ la sfida della valorizzazione delle aree interne, che per l’organizzazione sindacale ha negli operatori dei boschi una imprescindibile forza lavoro. E proprio il rinnovo del contratto integrativo regionale per il nuovo piano di forestazione rappresenta il punto di partenza della discussione. Un provvedimento indispensabile per la Cisl allo scopo di garantire il corretto funzionamento dell’attività e per il quale è chiara la posizione dell’organismo: dalla montagna possono scaturire molteplici benefici e non solo di natura economica, come il turismo o l’utilizzo delle risorse naturali, ma anche e non secondariamente, di natura ambientale ed in ultima analisi, di ‘surplus’ sociale. E in questo senso gli occhi sono puntati sulle patologie: il problema incendi, la deforestazione indiscriminata e sregolata, l’inquinamento e il degrado, sono piaghe da combattere ad ogni costo per la sopravvivenza prima ed il rilancio poi, dei numerosi polmoni verdi sul territorio. Infine la questione Comunità Montane: comprendere i nuovi ambiti geografici e quindi i nuovi confini d’intervento dal punto di vista legislativo è il primo passo verso la definizione di politiche efficaci ed efficienti, ma soprattutto convincenti in termini di sostenibilità.