Cisl – Il ruolo della montagna al centro della festa del forestale

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Il ruolo economico della montagna e le sue potenzialità di supporto allo sviluppo. La tutela ambientale, il lavoro forestale e il riassetto legislativo del territorio in seguito alla definizione dei nuovi obiettivi e competenze delle Comunità Montane a livello regionale. Sono tra i principali argomenti al centro del dibattito in occasione della seconda edizione della festa del forestale, in programma oggi presso la Taverna Capozzi sul Laceno. L’iniziativa, organizzata dalla Fai Cisl, vede la partecipazione del segretario generale irpino del sindacato Mario Melchionna, e del segretario Fai Campania Carlo Colarusso, insieme all’assessore regionale Andrea Cozzolino e i presidenti delle Comunità Montane della provincia. La conclusione dei lavori è affidata al segretario generale Fai Augusto Cianfoni.
Molteplici dunque le questioni sul tavolo, a partire proprio dalla funzione del lavoro forestale, vero motore non solo della salvaguardia ambientale ma anche del rilancio economico di quella grossa fetta d’Irpinia ad ‘alta quota’. E’ la sfida della valorizzazione delle aree interne, che per l’organizzazione sindacale ha negli operatori dei boschi una imprescindibile forza lavoro. E proprio il rinnovo del contratto integrativo regionale per il nuovo piano di forestazione rappresenta il punto di partenza della discussione. Un provvedimento indispensabile per la Cisl allo scopo di garantire il corretto funzionamento dell’attività e per il quale è chiara la posizione dell’organismo: dalla montagna possono scaturire molteplici benefici e non solo di natura economica, come il turismo o l’utilizzo delle risorse naturali, ma anche e non secondariamente, di natura ambientale ed in ultima analisi, di ‘surplus’ sociale. E in questo senso gli occhi sono puntati sulle patologie: il problema incendi, la deforestazione indiscriminata e sregolata, l’inquinamento e il degrado, sono piaghe da combattere ad ogni costo per la sopravvivenza prima ed il rilancio poi, dei numerosi polmoni verdi sul territorio. Infine la questione Comunità Montane: comprendere i nuovi ambiti geografici e quindi i nuovi confini d’intervento dal punto di vista legislativo è il primo passo verso la definizione di politiche efficaci ed efficienti, ma soprattutto convincenti in termini di sostenibilità.

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