“La riorganizzazione del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL di Avellino recentemente proposto dall’azienda prevedeva misure e provvedimenti tesi a migliorare i servizi sul territorio da offrire ai malati psichiatrici disincentivando i ricoveri impropri ed i costi elevati a favore delle strutture private. Dobbiamo constatare che l’unico atto sinora prodotto è la disposizione di servizio che prevede la mobilità di quattro infermieri dalla UOSM di Sant’Angelo dei Lombardi a Solofra”. Così in una nota la Cisl Fp di Avellino. “Atteso che nessuna informativa è stata resa alle Organizzazioni sindacali ed alla RSU – si legge ancora – con la citata disposizione sono state violate le norme contrattuali e regionali in materia di mobilità del personale. Le OO.SS. CGIL, CISL e UIL hanno chiesto la revoca di tale disposizione, in attesa di ripristinare corrette relazioni sindacali, senza ricevere ad oggi alcun riscontro, interessando della questione anche l’ufficio ispettivo della Direzione Territoriale del lavoro. Le carenze e gli esuberi di personale vanno definiti in sede contrattuale a seguito di una precisa verifica delle reali necessità, del lavoro svolto e delle attività che si vogliano organizzare sul territorio. La RSU recentemente riunitasi ed espressasi a maggioranza ha chiesto un incontro urgente al Direttore Florio per conoscere le motivazioni per cui non sono stati ancora attivati i dieci posti letto di SPDC presso l’ospedale di Arano Irpino previsti dal decreto regionale n.49 del 2010 che avrebbero potuto soddisfare le richieste provenienti da tutta l’area dell’alta irpinia rimasta scoperta a seguito della chiusura dell’SPDC di Bisaccia. La richiesta di apertura dell’SPDC su Ariano è stata più volte avanzata da tutti i Direttori delle Unità operative del Dipartimento, dalle Organizzazioni sindacali e dalla RSU in quanto i costi per attivarla sono esigui così come riferito dalla Direzione sanitaria e quelli di gestione pari a zero. Si preferisce pagare ad altri prestazioni che può rendere il servizio pubblico e non dare risposte a chi da sempre vuole contribuire in maniera corretta e coerente. Purtroppo dobbiamo constatare che il cronoprogramma seguito dalla Direzione Generale segue due velocità distinte, quella più veloce per le chiusure, dismissioni e accorpamenti di reparti e quella più lenta o addirittura assente che dovrebbe prevedere la riconversione piena in SPS della struttura di Bisaccia, l’attuazione del decreto 29 che riconferma la sede di Sant’Angelo Plesso ospedaliero e le attivazioni su Ariano Irpino. I dipendenti verranno tutelati ma dobbiamo anche dare voce a tutti i fruitori di servizi che non potendo esprimersi sono costretti a cercare altrove assistenza e cura che allo stato viene loro negata”.
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