Circolo di via Vasto, parla un testimone: “Scoprii delle molestie. Fui minacciato di morte”

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“Era una cosa andava avanti da tantissimi anni purtoppo. Come me lo sapevano tantissimi persone”. Nuovi scenari vengono fuori dalla trasmissione “Non è l’Arena” di La7 sul circolo degli orrori di via Vasto ad Avellino. La testimonianza di una delle minorenni che subivano abusi non è l’unica emersa dalla trasmissione condotta da Massimo Giletti.

Ad essere ascoltato anche un testimone che rileva risvolti inquietanti sulla vicenda. “Le minori venivano adescate un pochettino cercando di capire l’aspetto psicologico di ognuna. Se aveva problemi in famiglia, se non aveva tanti soldi addosso. Aveva l’occhio lungo (in riferimento al titolare del circolo, ndr). Vedeva se le minori erano predisposte oppure no. Faceva delle battute oppure era talmente gentile che gli regalava soldi se non ne avevano“.

Il testimone si apre con la giornalista e spiega come le ragazzine venivano adescate. Un percorso pianificato e che portava a individuare le vittime: “Se la ragazza era interessante per lui gli faceva la proposta per un lavoro nel circolo. Poi si andava avanti e gli presentava i soliti quattro o cinque che sono stati arrestati”. Poi il testimone spiega di aver assistito a questi “giochetti” del titolare e conferma che: “Ho visto con i miei occhi quello che succedeva. Rimasi sconvolto quando una sera mi ha chiesto se gentilmente accompagnavo una ragazza di quindici anni. Lei mi confidò che per 20 euro aveva avuto un rapporto orale. Alla fine questa ragazza confidò tutto ai familiari ma tutto fu messo a tacere con il pagamento di una somma di denaro. I genitori di questa ragazza vennero pagati per non fare uscire fuori la situazione”.

Fatti che risalgono al 2008-2009. Poi il testimone continua con una rivelazione che fà rumore: “Tante persone che magari oggi contano nella società avellinese non hanno mai fatto venire a galla questa cosa perchè si facevano i favori tra di loro. La cosa brutta è questa perchè parliamo di persone distinte e per bene. Magari qualche medico, qualche avvocato”.

Poi la motivazione del perchè un diretto testimone come lui non ha avuto la forza, il coraggio di denunciare: “Perchè quando feci presente al soggetto in questione di questa ragazza, di ciò che mi aveva rivelato lui mi fece capire che dovevo stare zitto. “Tu non ti rendi conto di quante persone sono scomparse e stanno dentro ai pilastri” mi disse”.