Chianche – Incendio in cantiere: l’intervento dei sindacati

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L’ultimo episodio eclatante che ha visto vittima del racket un imprenditore irpino riguarda l’ingegnere Antonio Turtoro, Presidente del Centro Formazione e Sicurezza di Avellino, al quale sono stati distrutti mezzi meccanici edili e provocati danni per somme ingenti in un cantiere di Chianche. All’ingegnere Turtoro i rappresentanti sindacali De Feo, Melchionna e Famiglietti “… esprimono la più calorosa solidarietà per un atto malavitoso che non solo desta sconcerto per un quotidiano lavoro di contrasto all’illegalità diffusa nei cantieri in provincia di Avellino, per un colpo grave inferto all’economia e allo sviluppo locale irpino, quanto soprattutto per la conferma della presenza di organizzazioni malavitose nel tessuto produttivo irpino. L’Irpinia che da tempo si pensava fosse ancora terra immune da fenomeni di questo tipo, diventa in scala crescente attrattiva per l’economia mafiosa in termini di racket, di concorrenza sleale di imprese che operano nella più totale illegalità e capaci, nel settore edile, di lavorare su appalti pubblici con ribassi di oltre il 40%. Tutto questo si colloca in un rapporto ormai diretto tra le statistiche degli infortuni sui cantieri e la presenza sempre più diffusa di una illegalità che in molte province campane e sempre più irpine si colora di mafia, di sistemi camorristici tanto sul lavoro nero e sulla sicurezza dei lavoratori quanto sui materiali edili impiegati, abusivismo edilizio, sfruttamento selvaggio del territorio, cemento selvaggio e gestione illecita degli appalti pubblici. A questo si aggiunge sempre più spesso la presenza del pizzo che talune imprese mettono nel computo dei costi per un lavoro che si vuole svolgere in ‘tranquillità’. Alla solidarietà che si vuole rinnovare al Presidente Turtoro, si fa appello alla Prefettura, alle istituzioni e alle forze dell’ordine, da tempo impegnate sul territorio, perché si incentivino maggiori azioni di contrasto e tavoli operativi perché l’economia irpina abbia come prerogativa di fondo la piena affermazione della legalità, e non soltanto rispetto ai gravi atteggiamenti intimidatori e malavitosi. In questa linea, lo strumento della legge regionale sugli appalti pubblici, forniture e servizi, si collocherebbe sul piano concreto dell’affermazione di un’economia trasparente, capace di incidere in maniera profonda sul ‘ciclo produttivo dell’appalto’ favorendo una spirale virtuosa di investimenti infrastrutturali, sviluppo del territorio e legalità nei cantieri. Occorre che sul piano regionale tale legge passi in tempi brevi al vaglio del consiglio di Palazzo S. Lucia perché la sua approvazione dia piena operatività alla sicurezza, alla legalità a partire già dalla prossima estate e da riferimento agli imprenditori che pagano prezzi alti per un modo onesto e trasparente di fare impresa”.

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