Cgil si scaglia contro Caldoro

31 Agosto 2014

Foto ricordo, promesse mai onorate, impegni mai rispettati e visite elettorali. E’ facile fare il resoconto di 4 anni di politica della regione Campania e del Presidente Caldoro per l’Irpinia”. E’ il commento di Vincenzo Petruzziello, segretario della Cgil d Avellino dopo l’ennesima visita del presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, in Irpinia, chiamato a rispondere a numerose questioni poste sul tappeto e che ancora una volta elude ogni impegno concreto. “Sapendo i non poter più dissimulare – dice Petruzziello – Caldoro ha giocato l’ultima disperata carta provando a “vendersi” più volte le stesse risorse, tra l’altro esigue, messe a disposizione dell’Irpinia e dei progetti destinati alla nostra provincia. Risulta stucchevole dover elencare ancora una volta tutte le vertenze aperte con la Regione Campania, tutti i programmi non rispettati e mai finanziati, senza considerare la protervia con la quale la mannaia della Regione si è abbattuta sulla sanità, sui trasporti e sul comparto della forestazione in Irpinia. Oggi Caldoro, non sapendo più cosa raccontare, viene a propinare improbabili investimenti, come nel caso del centro per l’autismo, per il quale promette 200 mila euro, che in realtà rappresentano fondi già stanziati, pur sapendo che l’impegno di spesa è più corposo per poter vedere completata la struttura, come dimostra la delibera del 2008, con la quale già sono stati stanziati i fondi per il completamento del centro che però, nell’ultimo bilancio della Regione non hanno trovato spazio. E’ ormai chiaro che Caldoro ha inaugurato il tour elettorale, venendo fumo agli irpini, senza aggredire i problemi veri e senza dare risposte concrete. Sul centro Aipa risulta evidente che non essendo stati sufficienti 4 anni per terminare i lavori dall’avvio del cantiere e circa dieci anni da quando è nato il progetto per il cento, è impensabile che nei prossimi dodici mesi la Regione riesca a stanziare i fondi necessari per completare l’opera.  Sul patto per lo sviluppo assistiamo da oltre un anno ad una vera e propria farsa, tra rimandi, convocazioni del tavolo parallele tra vari esponenti, senza mai giungere ad un programma di interenti concreti e soprattutto senza poter apprezzare impegni economici da parte della regione. Lo stesso sta accadendo con il progetto pilota per le aree interne, per il quale addirittura Caldoro si autocelebra rispetto alla paternità dello stesso, dimenticando che il progetto che vede protagonista l’Irpinia è nato da un ragionamento con l’ex ministro Barca e per il quale i cento milioni stanziati dalla regione rappresentano solo una parte esigua dei fondi necessari. Se ancora non fosse sufficiente a dare il senso della vacuità dell’azione politica di Caldoro sottolineiamo anche l’incapacità di farsi portavoce delle istanze del territorio irpino, che ha manifestato con numerose delibere dei sindaci dei comuni della Valle dell’Ufita, la netta contrarietà alle trivellazioni petrolifere, puntualmente ignorate da Caldoro, che non considerandole ha rinviato al Governo ogni competenza sulla decisione, senza però dare risalto alla posizione dei comuni irpini. E’ evidente – aggiunge il segretario della Cgil di Avellino – che la convocazione del tavolo per il Patto per il 9 settembre rappresenta l’ultima occasione per Caldoro per dare un concreto segnale di cambio di rotta nella politica a sostegno dell’Irpinia e delle aree interne della Campania. La Cgil – conclude Petruzziello – nutre poca fiducia che in quella occasione i presidente possa finalmente rompere gli indugi e consegnare alla provincia di Avellino tempi e risorse certe per gli interventi già previsti, ed è per questo che riteniamo necessario che il fronte istituzionale composto dai sindaci irpini faccia gioco di squadra per richiamare Caldoro e la Giunta regionale alle proprie responsabilità, non escludendo una mobilitazione di piazza nel caso la Regione continui a penalizzare la provincia di Avellino ed a considerarla solo terra di passerelle elettorali. Non temiamo – sentenzia Petruzziello – di essere accusati di far politica, come avviene ogni volta che la Cgil interviene sulle vicende che riguardano Caldoro e la regione, perché se chiedere impegni precisi, tempi certi per la realizzazione degli interventi e risorse sicure significa far politica, allora noi continueremo a farla nell’interesse dell’Irpinia”.


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