CGIL CISL E UIL: “Governo riveda legge di stabilità”

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Anche ad Avellino ed in Irpinia le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil si associano alla preoccupazione espressa unitariamente a livello nazionale per la crisi istituzionale che ha attraversato per l’ennesima volta l’Italia.
“Non c’è dubbio – affermano i segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL – che l’azione e le sollecitazioni del sindacato hanno contribuito a determinare una soluzione per le tenuta del Governo, che appariva quanto mai necessaria, al fine di fronteggiare la drammatica situazione economica e democratica del nostro Paese”.
Cgil, Cisl e Uil ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni: non si può immaginare un’uscita dalla crisi senza puntare sul lavoro e sulla buona occupazione. Come comunicato a nome della Triplice dalla segretaria nazionale della CGIL, Susanna Camusso, ora l’azione unitaria si svilupperà nei posti di lavoro e per sostenere la proposta di Cgil,Cisl e Uil e il documento condiviso con Confindustria per aprire una nuova fase economica nel Paese, per sostenere la proposta e dare sostegno e visibilità all’opera del sindacato confederale in questa fase decisiva per i lavoratori e iscritti.
Anche in Irpinia, Cgil, Cisl e Uil impegnano le loro strutture ad attuare, da subito, assemblee in tutti i luoghi di lavoro, a indire presidi in tutti i territori e a organizzare, nelle giornate di sabato e domenica prossima, volantinaggi con le nostre proposte nelle piazze e nei punti di maggiore incontro dei cittadini.
Alla base dell’iniziativa, la diffusione della proposta di CGIL, CISL e UIL che chiede al Governo di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro. In ragione di ciò, Cgil, Cisl e Uil chiedono che la legge di stabilità preveda: un’ effettiva restituzione fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, una riduzione fiscale alle imprese collegata agli investimenti e all’ occupazione, il completo finanziamento della cassa integrazione in deroga e la definitiva soluzione al problema degli esodati e dei precari della Pubblica amministrazione, della scuola e della ricerca.
È essenziale che la legge di stabilità determini una riduzione del livello di tassazione, non solo in nome della giustizia fiscale, ma per la necessità di rilanciare investimenti, consumi e occupazione che non possono crescere se si accentua l’impoverimento di lavoratori e pensionati. È, inoltre, irrinunciabile che la legge di stabilità compia scelte di politica industriale e di investimenti, senza le quali le grandi imprese di rete fondamentali per lo sviluppo, come Telecom e Alitalia, e grandi gruppi industriali, come Finmeccanica e quelli siderurgici, perdono la loro funzione e rischiano di essere svenduti.
Infine, bisogna affrontare il nodo della spesa pubblica, abbandonando la dannosa logica dei tagli lineari e realizzare, invece, un vero riordino istituzionale e una riduzione della spesa corrente attraverso i costi standard, avviando un processo contrattuale di riorganizzazione della pubblica amministrazione.
L’assenza di queste scelte e una legge di stabilità ragionieristica determinerebbero un ulteriore peggioramento delle condizioni dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese e, soprattutto, una diminuzione dei livelli occupazionali.

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