Cervinara – Zio orco: arrestato per violenza sessuale

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Cervinara – Dopo accurate indagini condotte dalla stazione di Carabinieri di Cervinara a seguito della denuncia presentata da una madre contro il cognato per abusi sessuali posti in essere nei confronti della figlia, finalmente si è conclusa una drammatica vicenda familiare di una fanciulla, che fidandosi del rapporto di parentela, ha dovuto subire le violenze di uno zio che ha infranto i suoi sogni adolescenziali. La madre disperata, riponendo piena fiducia negli operatori della stazione di Carabinieri del proprio paese, con un sofferto e dettagliato racconto ha confidato agli investigatori le durature attenzioni sessuali che il cognato, al momento dei fatti convivente, riservava alla propria figlia minore di 15 anni. I Carabinieri hanno immediatamente informato la Procura della Repubblica di Avellino che, assumendo la direzione delle indagini, ha costantemente seguito l’operato dell’Arma disponendo tutti gli accertamenti necessari alla ricerca della verità. I riscontri sono giunti in breve tempo confermando gli indizi a carico dell’uomo cinquantenne. Non ultime le dichiarazioni stesse della vittima. La ragazza infatti confermava direttamente alla madre la veridicità di quanto quest’ultima era venuta a conoscenza da altri parenti ed aggiungeva di essere stata oggetto di attenzioni dello zio già da diversi anni. Nelle prime ore del mattino i Carabinieri della Stazione di Cervinara hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare per violenza sessuale aggravata emesso dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, Dott.ssa Daniela Cortucci su proposta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Avellino Dott.ssa Aquilina Picciocchi, nei confronti dell’uomo che dopo le formalità di rito è stato condotto presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino . Il Gip, infatti, ravvisando negli elementi raccolti dai Carabinieri la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato ed il pericolo che questi possa continuare con le proprie condotte a danno della giovane, in aggiunta alla pericolosità dimostrata dalla stessa spregiudicatezza dell’azione, messa in atto all’interno del nucleo familiare, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere.

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