Cervinara – A poco più di un mese dal sesto anniversario dell’alluvione che colpì le frazioni di Ioffredo e Castello di Cervinara, seminando distruzione e morte, si ripropone il problema della ricostruzione della zona sinistrata e dell’assistenza a quanti hanno visto distrutta anche la casa. A smuovere le acque di una situazione ferma a sei anni fa, è stato l’assessore al territorio del comune di Cervinara Mario Picca, che in una lettera inviata al Presidente della Regione Antonio Bassolino, fotografa una situazione di stasi del processo di ricostruzione rivendicando il trasferimento al comune di Cervinara di una serie di poteri per portare aventi i progetti attualmente solo sulla carta. L’assessore Picca che nella passata legislatura ha avuto la delega ai lavori pubblici, muove una serie di appunti alla gestione dell’intera vicenda, chiamando in causa direttamente il Commissariato Straordinario di Governo “i cui tempi decisionali, dice, sono lunghi e defaticanti, rispetto a decisioni rapide e straordinarie che sono necessarie”. E poi: “Si ha la sensazione che questi tempi servano solo a mantenere in vita la struttura ed il personale di Napoli, mentre quelle periferiche sono chiuse e addirittura quella di Cervinara sottoposta a sfratto perché non si paga il canone di locazione”. L’analisi di Picca è dura: “tranne qualche piccolo intervento, niente di significativo è stato posto in essere”. La lettera a Bassolino si conclude con l’invito a partecipare alla commemorazione delle vittime “per ridare vita e futuro ad una Comunità”. (p.r.)
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