C’era una volta il maschio avellinese. I 10 riti di una volta.

C’era una volta il maschio avellinese. I 10 riti di una volta.

29 Marzo 2015

Ad Avellino, i social network hanno ammazzato il corteggiamento: addio a fiori e bigliettini, cene e passeggiate romantiche.Il lamento delle donne avellinesi.

“Tra corteggiatori di pari qualità |’uno è il pretendente da preferire: questo corteggiatore è il migliore perché la sua stessa natura è amore” così consiglia il Kāma Sūtra (Aforismi sull’amore) di Vātsyāyana Mallanāga. Il corteggiamento umano è influenzato da fattori antropologici e culturali e, a differenza di quello animale, non ha solo lo scopo di raggiungere l’unione sessuale, essendo finalizzato a creare una relazione: il rapporto di coppia.

Nel corso del XX secolo le forme del corteggiamento sono mutate, lasciando più spazio alla creatività e con una minore distinzione dei ruoli maschile e femminile.

Si corteggia, banalmente solo in chat.

Nell’era dei social network, le cose sono ulteriormente cambiate; ormai una notevole parte delle azioni legate al desiderio di coinvolgere un/una partner nel gioco amoroso passano attraverso strumenti come selfie, chat, messaggi virtuali.

Il segreto dei play boy avellinesi per conquistare una donna? “Guardala negli occhi e falla sentire importante”.

Tutto più semplice, veloce ed economico, quindi, ma non sempre altrettanto efficace e romantico; non sono poche, perciò, le donne che rimpiangono i consolidati rituali di un tempo che, per l’avellinese degli anni ’80 e ’90, percorrevano alcune tappe fondamentali con un solo ed unico scopo: Farla sentire importante.

Ecco i 10 riti di di una volta:

  1. “Appostamenti” sotto casa per cercare l’incontro “casuale” (il famoso “pustiare”).
  2. Fiori con tanto di bigliettino anonimo per incuriosire.
  3. Lunghe telefonate dove anche i respiri dicevano qualcosa.
  4. Appuntamento per un caffè.
  5. Invito al Kiwi Club per quattro salti .
  6. Invito al cinema per conoscersi meglio.
  7. Giro pomeridiano in Costiera Amalfitana.
  8. Invito a cena.
  9. Cappuccino e cornetto a Napoli a tarda notte
  10. C’è bisogno di aggiungere altro ?

Superate con successo queste tappe, di solito, i due protagonisti avevano avuto sufficienti elementi per stabilire se andare avanti o restare nell’ambito di una cordiale amicizia.

E’ ancora così?

A sentire le ricorrenti lamentele femminili parrebbe di no, basta lanciare il sasso in un qualsiasi gineceo (spogliatoio di palestra, sala da the o salotto tra amiche) per raccogliere una serie cospicua di aneddoti infarciti di messaggi Whatsapp, chat su Messenger e una lamentata pigrizia nel corteggiamento romantico.

Ormai, infatti, i mezzi telematici rendono molto semplici gli approcci (anche fedifraghi), che ormai corrono in Rete, corredati dalle relative strategie consigliate dalle innumerevoli pagine sull’argomento dei magazine online.

Le paure e le insicurezze del maschio avellinese ? Un problema psicologico.

Il messaggio, il profilo social, possono essere uno strumento per superare la timidezza o anche per celare aspetti della personalità che si rivelerebbero molto più facilmente “de visu”; ne parliamo con la psicoterapeuta Marianna Patricelli, per capire se il cambiamento delle modalità di corteggiamento abbia effettivamente un riflesso sulla sostanza dei comportamenti.

Dottoressa Patricelli, accade spesso di sentire donne che si lamentano del fatto che gli uomini non le corteggiano più.

“Dipende un po’ dalle fasce d’età, sicuramente con i social network sono cambiate le modalità di approccio. Influisce senz’altro l’emancipazione femminile (che deve fare ancora molti passi avanti per arrivare all’optimum) che può spaventare gli uomini; si osserva, infatti, una certa femminilizzazione degli uomini e una mascolinizzazione delle donne. L’uomo si è sentito messo con le spalle al muro dalla conquiste delle donne di terreno ed è come se sentisse che ciò che valeva un tempo oggi non vale più, con donne che esprimono una maggiore aggressività, caratteri più mascolini come la sfacciataggine, la sicurezza di sé, il raggiungere con determinazione gli obiettivi, dando a tutto questo un’accezione un po’ negativa. E’ come se la donna, per ottenere certi obiettivi, imitasse l’uomo nella parte peggiore e l’uomo, per stare al passo con la donna, ne imitasse alcuni comportamenti, come la cura del corpo, concentrandosi però sugli aspetti più esteriori. La donna guadagna terreno con modalità più mascoline e l’uomo indietreggia”.

La moda, i media, però propongono un’immagine femminile esasperata dalla chirurgia estetica, dai tacchi altissimi…

“Questo risponde alla regola del mercato, al consumismo che impone di esporre il corpo come una merce; la donna, in realtà, ha raggiunto la pseudo-conquista di considerare il corpo come uno strumento da usare per raggiungere i propri obiettivi, come strumento di potere, confermando però gli stereotipi culturali senza una reale conquista di consapevolezza di sé. Mentre prima era l’uomo a gestire il corpo della donna, oggi è la donna che lo gestisce come strumento di potere”.

Corteggiamento e social network, una comunicazione che spesso passa per citazioni “copia e incolla”, mazzi di fiori in foto, ma il romanticismo che fine ha fatto?

 “I social in generale hanno mortificato la comunicazione a tutti i livelli; il corteggiamento classico è stato messo nel dimenticatoio. Oggi c’è una difficoltà generale a incontrare l’altro, corteggiare ed essere corteggiati è vissuto come un fatto “impegnativo”; la donna che si lamenta che l’uomo non la sa più corteggiare è spesso una donna che ha difficoltà a farsi corteggiare, che mette in atto delle modalità, spesso inconsapevoli, per tenere a distanza l’altro. Il risultato è che si saltano dei passaggi in grado di creare il coinvolgimento emotivo”.

Cosa possiamo consigliare quindi?

“Di amare il rischio del coinvolgimento, perché sicuramente tutte queste pratiche attuali ci mostrano una paura di essere coinvolti in una relazione. E’ meglio usare sempre il cuore, anche inviando un messaggio con Whatsapp, ma sempre aprirsi all’altro, all’incontro faccia a faccia. Le donne devono saper accogliere l’altro, perché questa è la loro funzione fondamentale, senza incutere timore, senza pretese o aspettative”.

E’ ancora possibile la fiducia in questo tempo di “amore liquido”?

 “La fiducia esiste nella misura in cui si decide di rischiare, perché amare presuppone comunque un rischio. Se si decide di lasciarsi andare bisogna avere la consapevolezza che l’altro può anche andare via; oggi ragioniamo ancora in termini di possesso e invece l’amore presuppone di essere felici per ciò che l’altro decide. Se va via bisogna essere felici per aver condiviso con lui alcune cose; nulla dura in eterno, nulla è scontato e l’amore è una scelta che va fatta ogni giorno”.


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