Centro sismologico – 80/08: in Irpinia la prima pietra della svolta

0
159

Grottaminarda – Un centro di eccellenza nel Meridione per il monitoraggio sismico e geodetico. Il primo e l’unico in tutta Italia realizzato in una terra a rischio sismico. Previsione e per quanto è possibile prevenzione. Localizzazione di eventi con informazioni rilevabili in circa un minuto e mezzo e trasferibili alla sala di monitoraggio di Roma (Disaster Recovery). Stazioni di rete di pronto intervento. La carta d’identità del Centro Sismologico di Grottaminarda svela la sua indiscussa portata e definisce un nuovo ruolo per la terra irpina, candidata a tutti gli effetti ad essere polo di ricerca scientifica. Un traguardo che, oltre ai vantaggi propri del settore, permette alla nostra provincia, e con essa a tutta la regione, di bandire la falsa identità di terra di rifiuti e camorra per proiettarsi in un ruolo di cultura e sapere che la storia le ha donato ed il tempo le ha strappato. Non è un caso, infatti, che per cinque secoli l’unica Università di tutta Italia avesse la sua unica sede a Napoli.
Nessuno è mancato alla cerimonia di inaugurazione officiata dal Vescovo D’Alise. Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, affiancato dall’ex Ministro alla Ricerca Ortensio Zecchino. Ospite d’onore il Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Ad accoglierlo il responsabile della struttura Pasquale De Santis, il Colonnello Giammarco Sottili, il Colonnello Mario Imparato, il Prefetto Ennio Blasco, il Procuratore Antonio Guerriero, il Questore Antonio De Iesu, il parlamentare Cosimo Sibilia, il consigliere regionale Roberto Castelluccio, i sindaci Giovanni Ianniciello, Domenico Gambacorta, Giuseppe Solimine, Antonio Giacobbe, Erminia Mazzoni, il capitano D’Antonio.
Per l’illustrazione dei ‘compiti’ della struttura, assunti fondamentali: il terremoto non è un male in se per se ma sono le costruzioni ad essere realizzate in maniera inadeguata; la terra trema dove ha già tremato e oggi non siamo più di fronte a quello che un tempo era definito un capriccio del destino ma siamo al cospetto di un evento rispetto al quale si può giungere preparati.
Se le opportunità di oggi ci fossero state nel 1980 sarebbero bastati circa due minuti per comprendere ciò che allora fu capito in 72 ore. E non sarebbe stato necessario lanciare dalle pagine dei quotidiani l’indimenticato appello ‘Fate presto’ perché tanto sarebbe stato evitato. A distanza di 28 anni non sono più le recriminazioni a parlare ma il progresso. Una svolta che oggi può permettere di evitare ciò che allora fu inevitabile. Insomma, si riparte da qui. E forse la tragedia, oltre alle note ripercussioni negative, ha lasciato al nostro popolo un qualcosa che niente e nessuno può più toglierci: la determinazione ad andare avanti e voltare pagina. Oggi anche per questo la prima pietra.

“Per la prima volta – è stata l’introduzione del Prof. Enzo Boschiun centro di sismologia viene realizzato in una zona sismica. Ed è un orgoglio avere al mio fianco le due persone che hanno reso possibile questo progetto (Guido Bertolaso e Ortensio Zecchino). Siamo di fronte ad un rilancio del settore, ad una struttura che assorbe il lavoro di tanti piccoli centri che si occupano di terremoti. Tutto è nato nel 1980 quando l’Italia si fece sorprendere completamente impreparata ad affrontare questo tipo di fenomeno. All’epoca ci vollero due giorni per capire quale fosse stato l’epicentro di quella tragedia. Ma il tempo ha lasciato un grande insegnamento: la ricerca scientifica in un paese colto è l’unione di cose che individua i problemi e li risolve. “E’ vero che la ricerca il più delle volte dà risultati a lunga scadenza ma ci sono anche casi in cui tutto è più immediato”. Ed in questo frangente il presupposto imprescindibile è la conoscenza, definita la prima ricchezza di un territorio. Immancabili i ringraziamenti a tutti coloro che hanno reso possibile attuare il progetto: da Sibilia, a Guerriero, a Gianni Letta tante sono state le parole di elogio accompagnate da una lettera del Presidente del Consiglio che ha mostrato interesse e partecipazione all’evento. “Da oggi – è uno stralcio della nota – la Campania non è più terra di camorra e ‘munnezza’ ma di ricchezza”.

“Una giornata che riappacifica i cittadini con le istituzioni – ha esordito Ortensio Zecchinoin un paese e in un momento abbastanza travagliato. E oggi, in un Sud troppo povero di strutture del sapere, finalmente un centro d’eccellenza. Da qui nasce non solo la prevenzione ma l’educazione a convivere con questo tipo di fenomeno”. Perché il più delle volte la memoria tradisce: “I danni spesso sono legati alla perdita di memoria. La gran paura svanisce nel nulla e si ricomincia nell’irrazionalità del metodo costruttivo. Soprattutto in una terra come questa dove la questione meridionale è diventata un tema di letteratura antiquata. “E’ desueto parlarne eppure esiste: una sorta di degradazione soprattutto economica; una strutturale debolezza del sapere e della ricerca. Di fronte al forte accumulo di arretratezza quando nasce un progetto del genere ci sentiamo fuori dal Mezzogiorno. Ma la cultura funziona quando c’è circolazione e la struttura intende realizzare anche questo”.

Significativa la partecipazione di Guido Bertolaso, segno di un impegno su un territorio contiguo a quello del suo agire politico. “Il Governo è attento alla Campania. Il sottosegretario Letta ha voluto fortemente che si organizzasse questa giornata e si desse la giusta attenzione ad una iniziativa di questa portata. Nel 1980, tre giorni dopo il terremoto, dai quotidiani veniva lanciata una richiesta di aiuto. E’ una cosa che non vogliamo più vedere. Questo è il primo centro in Campania ma non l’ultimo perché abbiamo la volontà di sfruttare la ricchezza di questa terra. Una serie di attività che partendo dalla ricerca scientifica spazino in altri settori per sfruttarne ogni potenzialità. Vogliamo fare in modo che in Campania, almeno in questo settore, ci siano solo belle notizie. E quella di oggi è davvero una bella notizia”. (di Manuela Di Pietro)

Guarda la Photogallery

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here