Centro per l’Autismo, Conte chiarisce: “No a inaugurazioni con stanze vuote”

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Per l’entrata in funzione del Centro per l’Autismo di Contrada Serroni servirà ancora un po’ di tempo. A chiarirlo è la direttrice generale dell’Asl di Avellino Maria Concetta Conte. “Ci sono ancora tante cose da fare e io non credo nelle inaugurazioni con le stanze vuote”, afferma la manager, spiegando di non essere interessata a tagli del nastro simbolici ma all’effettiva partenza delle attività. “Io voglio aprirlo. Non sono amante delle inaugurazioni. Se vedete, non ho inaugurato neppure le Case di comunità. L’Asl deve dare servizi e metterli in attività, poi per le inaugurazioni c’è tempo. A me interessa che parta il servizio: non è detto che l’inaugurazione si faccia prima. Detesto le inaugurazioni con le porte vuote, con stanze vuote e senza persone”.

La manager dell’Asl evidenzia come restino ancora alcuni step tecnici da completare, tra cui l’acquisizione dell’autorizzazione sanitaria e la presentazione della Scia antincendio. Passaggi indispensabili prima di poter rendere operativa la struttura. Nonostante questo, Conte assicura che il percorso è ormai in fase avanzata. “Siamo veramente agli sgoccioli”, dice, pur evitando di indicare una data precisa. “Io detesto le date perché sono la cosa peggiore che possa esistere. Basta che ci sia qualcuno che non ti consegna qualcosa e alla fine rimani sbugiardato”. La direttrice generale ha poi voluto sgombrare il campo da possibili equivoci sul rapporto con il Comune di Avellino, chiarendo che non esiste alcuna contrapposizione. “Non c’è una dicotomia tra l’Asl e il Comune di Avellino, ma soltanto degli step da effettuare, consequenziali gli uni agli altri”, precisa, ribadendo che occorre semplicemente il tempo necessario per concludere correttamente l’iter. Un’esigenza, quella della cautela, dettata anche dalla delicatezza del servizio che dovrà essere erogato. “Ci vuole il tempo materiale per portare a termine le cose in modo corretto. Non dimentichiamo che lì trasferiamo giovani e giovani adulti ad alto rischio, quindi non ci possiamo mettere a improvvisare. Voglio partire bene con i servizi che ci sono. Non mi interessa che ci sia una, due o tre settimane di ritardo rispetto a una tabella che tra l’altro non ho fissato io, ma mi interessa che si vada bene”.

Infine, sul fronte delle Case di Comunità, l’Asl resta in attesa di un riscontro dal Ministero della Salute sul caso Montella, necessario per ottenere il via libera alla ripresa dei lavori.