Centrale delle sim intestate a soggetti inesistenti: l’ombra della criminalità organizzata

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AVELLINO- Criminalità organizzata, detenuti, truffatori telefonici. A chi erano destinate e per chi erano state gia’ attivate le schede sim intestate prevalentemente a cittadini bangladini sequestrate a Napoli dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, delegati dalla Procura di Avellino ad eseguire nel capoluogo partenopeo un decreto di perquisizione firmato dal Procuratore di Avellino Francesco Raffaele? La risposta arriverà dagli accertamenti che il magistrato che coordina le indagini affiderà nei prossimi giorni ai consulenti o agli stessi nuclei specializzati dell’ Arma. L’ inchiesta della Procura di Avellino e’ destinata sicuramente ad allargarsi.
L’OPERAZIONE
Una vera e propria centrale delle schede sim intestate a soggetti inesistenti. Quella gestita secondo le indagini dei Carabinieri da un cinquantenne originario del Bangladesh e residente a Napoli, che esercitava attività commerciale nel settore della telefonia mobile, indagato per il reato di ricettazione. Il provvedimento scaturisce dal prosieguo delle indagini condotte dai Carabinieri di Avellino, in relazione ai fatti che qualche mese fa avevano consentito di individuare un canale illecito di vendita online di carte SIM intestate fittiziamente a soggetti inesistenti. Nel corso degli approfondimenti investigativi, l’indagato è stato individuato quale presunto fornitore all’ingrosso di schede telefoniche intestate in modo fraudolento, prevalentemente a cittadini suoi connazionali. Le operazioni di polizia giudiziaria, eseguite a Napoli presso l’esercizio commerciale di telefonia nonché presso l’abitazione dell’indagato, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro numerosi dispositivi di memoria contenenti file con migliaia di passaporti del Bangladesh scannerizzati, circa 3.500 carte SIM, di cui 192 già attivate e intestate fittiziamente. Inoltre, sono state sequestrate somme di denaro contante (18.600 euro, 180 dollari statunitensi e 9.500 taka bangladesi), ritenute profitto dell’illecita attività. L’attività investigativa si inserisce nel più ampio contesto delle indagini telematiche e delle attività tecniche tradizionali quotidianamente svolte dall’Arma dei Carabinieri per il contrasto ai reati connessi all’uso illecito delle comunicazioni elettroniche. Il fenomeno delle SIM intestate a soggetti inesistenti rappresenta, infatti, uno degli strumenti maggiormente utilizzati per agevolare la commissione di reati di elevato allarme sociale, rendendo particolarmente complesse le successive attività di identificazione degli auto
IL PRECEDENTE
Tutto nasce dall’attivita’ della Sezione Specializzata del Nucleo Investigativo di Avellino che si occupa di pattugliare il web, viene definita attività di web patrolling svolta dai militari dell’Arma irpina specializzati nelle indagini telematiche. Proprio loro ad ottobre avevano intercettato online un quarantacinquenne napoletano, ritenuto responsabile del reato di ricettazione perché vendeva online carte sim telefoniche di vari gestori di provenienza illecita in quanto intestate a soggetti inesistenti. Era scattato il primo decreto di perquisizione disposto e firmato dal Procuratore Francesco Raffaele, consistito anche in perquisizioni informatiche sui dispositivi in suo uso. Perquisizioni che si erano concluse con il sequestro di trenta carte sim nuove intestate a persone inesistenti, sulle quali sono stati svolti ulteriori accertamenti. Dall’attivita’ era emersa la creazione di una vetrina online per Avellino di vendita di schede telefoniche intestate.