Cecere rompe il silenzio. Dopo quattro mesi esce allo scoperto

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Cecere rompe il silenzio. L’estremo difensore casertano torna a parlare dopo quattro lunghi mesi. L’ex portiere di Pescara, Messina e Fermana toglie il bavaglio. Non ce l’ha fatta più a stare zitto, non ha resistito nel continuare in un mutismo ‘voluto’. Tanta la rabbia, tanta la delusione nelle parole dell’ormai ex numero uno biancoverde. Ha deciso di chiarire una situazione, la sua, che aveva ancora tanti interrogativi. Troppi perché: “Decido di parlare solo ora, perché finora mi è sembrato giusto non farlo per rispetto della città e dei compagni che stanno lavorando e stanno facendo bene”. Una telenovela la sua durata per l’intera estate. Un film lungo che alla fine ha avuto l’epilogo più inatteso e più scomodo. Cecere va, Cecere resta, un tam-tam che ha accompagnato il mercato degli irpini per tutta la sua durata. Da titolare a terzo incomodo, questa è l’attuale situazione dell’esperto numero uno: “Dopo la retrocessione dello scorso mese di giugno la mia volontà era quella di andare via. Di cercare stimoli nuovi altrove. A metà luglio era arrivata una offerta del Vicenza, ma non si è trovato l’accordo, mentre nell’ultimo giorno di mercato il Crotone aveva proposto uno scambio alla pari con Soviero, ma la società non ha accettato in quanto non interessata. Ora sono qui mi alleno con la speranza di trovare una soluzione nel prossimo mese di gennaio. Se non dovesse esserci nulla, aspetterò senza problemi giugno”. Domenica è andato in panchina, e continuerà a farlo ogni volta in cui ci sarà bisogno: “Finché resterò qui farò in pieno il mio dovere, se necessario come è accaduto domenica io non mi tirerò indietro. Con grane umiltà e professionalità”. Scagiona Galderisi. Nessuna polemica con il tecnico salernitano: “Il meno responsabile di questa situazione è lui. Sta facendo il suo compito da allenatore e come è giusto che sia ha puntato su un altro portiere”. Cecere conferma ancora una volta il grande amore verso questi colori: “Io ho rinegoziato il contratto il 29 agosto in modo tale che l’Avellino non venisse penalizzato in classifica e per rispetto di una piazza a cui sono legato e che mi ha dato tanto in quattro anni. Ho ragionato con il cuore, perché tengo a questa maglia. Altrimenti il mio accordo sarebbe decaduto e sarei stato svincolato, libero di accasarmi altrove”. Con molta probabilità il portiere dei lupi si riferisce ad una situazione contrattuale precaria di tutta la vecchia guardia. Infatti, i contratti di luglio depositati in Lega Avellino sono stati rispediti al mittente perché definiti nulli, in quanto mancava la fideiussione bancaria e la società non aveva provveduto all’aumento di capitale. A quel punto gli atleti presenti in organico sono stati costretti a rinegoziare ex novo. Se la società avesse versato denaro fresco nei tempi prefissati dalla Lega, l’organo avrebbe ratificato la regolarità del tesseramento degli atleti che facevano parte della rosa dello scorso campionato. Questo ritardo ha comportato i due punti di penalizzazione che sicuramente potevano essere di più. Il regolamento ne prevede uno per ogni contratto consegnato in ritardo. Speriamo che nelle prossime settimane non possano esserci altre spiacevoli sorprese. Per quanto concerne la squadra, Luciani è pronto al rientro, mentre per Biancolino, Bacis e De Angelis c’è ancora da attendere.(di Sabino Giannattasio)

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