Cattiva gestione centro di accoglienza a Serino, la Magistratura chiude la vicenda

Cattiva gestione centro di accoglienza a Serino, la Magistratura chiude la vicenda

15 Aprile 2020

Si riporta la nota del consigliere comunale di Serino Marcello Rocco.

Il Tribunale di Avellino, con l’ordinanza del GIP Paolo Cassano, mette un punto fermo sulla vicenda denunciata a suo tempo dall’ex Assessore comunale Marcello Rocco e il giornalista di Irpinianews.it Enzo Costanza.

Lo scorso 27 febbraio, il Giudice per le indagini preliminari, dott. Paolo Cassano, con propria ordinanza, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per i reati di cui agli artt. 595 e 614 del Codice penale, nei confronti dei sigg. Vincenzo Costanza e Guido Crescitelli, rispettivamente giornalista e cameramen della testata online “Irpinianews.it”.

L’udienza in camera di consiglio venne fissata dal GIP, dott. Cassano, dopo che l’avvocato Antonio Barone,  in nome e per conte della moglie Teresa Pascale, legale rappresentante della srl “L’Arca di Noé” che gestiva un centro per immigrati, denominato Arca 2, ubicato in via Giffoni Vallepiana n° 16, a Serino, aveva presentato ricorso avverso la richiesta del Pubblico Ministero di archiviazione del procedimento.

I sigg. Costanza e Criscitelli erano assistiti dall’ottimo avvocato Antonio Rapolla, del foro di Avellino.

I fatti, alla base della denuncia della rappresentante della predetta società, si riferiscono a un servizio televisivo mandato in onda dal quotidiano online “Irpinianews.it” e realizzato presso la struttura sopra indicata in data 30 gennaio dello scorso anno, al fine di denunciare le condizioni igieniche e di vita molto precarie, per usare un eufemismo, nelle quali venivano tenute decine di immigrati.

La “visita” alla struttura, venne organizzata dal sottoscritto, all’epoca Assessore del Comune di Serino, dopo ripetuti tentativi di far intervenire il sindaco e l’Amministrazione presso le Autorità competenti, in primis la Prefettura di Avellino, affinché intervenissero.

Ebbene, di fronte all’indifferenza dell’Amministrazione, anzi in una seduta del Consiglio comunale (esiste la registrazione audio) il sindaco, Vito Pelosi, criticò la mia iniziativa e dichiarò che dai ripetuti controlli era emerso che tutto era in regola (sic!), il sottoscritto, insieme al giornalista Enzo Costanza, si recò presso il centro in questione per intervistare gli immigrati ivi ospitati e documentare le numerose “carenze”, sempre eufemisticamente parlando.

Il reportage giornalistico fece molto scalpore per le condizioni al limite del vivere civile degli immigrati per le pessime condizioni igieniche la mancanza di riscaldamento, lamentata dagli ospiti, (la struttura era ubicata a oltre 700 mt. di altitudine) stiamo parlando del mese di gennaio, quell’anno particolarmente rigido.

Per tutta risposta la proprietà contestò il contenuto del servizio con una lunga missiva dell’avv. Barone, tra l’altro pubblicata da Irpinianews.it, preannunciando querele nei confronti del sottoscritto e dei giornalisti della testata per diffamazione e violazione di domicilio.

Io, a differenza dei sigg. Costanza e Crescitelli, non ho ricevuto mai alcun atto giudiziario o avviso di garanzia, per cui non so se venni “risparmiato” dalla denunciante e il suo avvocato oppure il PM che si occupò della vicenda ritenne che a mio carico non vi fossero gli estremi per indagarmi, ma poco importa.

A questo punto ogni considerazione ritengo sia superflua anche se rimane l’amarezza per la codardia di chi mi rimase solo a condurre una battaglia di Giustizia e di Civiltà, ma tant’è!

Più di ogni altra mia considerazione sono illuminanti alcuni passaggi dell’Ordinanza del GIP, dott. Paolo Cassano, di seguito riportati:

“ORDINANZA DI ARCHIVIAZIONE

Il giudice per le indagini preliminari

…premesso che la denunciante (sig.a Teresa Pascale ndr), legale rappresentante di una società che gestisce un centro di accoglienza per immigrati nel Comune di Serino, lamenta di essere stata diffamata dal servizio giornalistico mandato in onda dalla testata Irpinianews e pubblicato sulla propria pagina web da Rocco Marcello, assessore del Comune di Serino;

che, in particolare, si duole dell’abusivo accesso da parte del giornalista Costanza, del suo cameramen e dell’assessore Rocco Marcello alla struttura da lei gestita nonché della strumentalizzazione delle dichiarazioni raccolte dai richiedenti asilo e delle riprese effettuate presso il centro di accoglienza;

rilevato che alla messa in onda del servizio seguivano controlli da parte delle autorità competenti dai quali emergevano alcune delle carenze igienico-sanitarie immortalate dalla contestata ripresa, tanto che il centro fu diffidato a rimuovere le suddette precarietà pena la risoluzione del contratto;

ritenuto che, quanto alla diffamazione, la notizia di reato è infondata atteso che il reportage de quo ha riguardato un fatto di significativo interesse pubblico, testimoniando, mediante le riprese dei luoghi e le interviste degli ospiti, le condizioni di vita all’interno della struttura;

che, inoltre, quanto rappresentato in merito  alla qualità del servizio offerto ha trovato conferma nella successiva ispezione del personale prefettizio…

che parimenti insussistente è il reato di violazione di domicilio atteso che l’accesso alla struttura è avvenuto con il consenso degli immigrati ivi ospitati…

P.Q.M.

Visti gli artt. 409 e 411 c.p.p. e 125 disp. att. c.p.p.,

dispone l’archiviazione del procedimento ed ordina la restituzione degli atti al pubblico ministero in sede.

Manda alla cancelleria per gli adempimenti di competenza.

Depositato in cancelleria il 27 febbraio 2020

                                                   Il giudice per le indagini preliminari

                                                                                                Paolo Cassano”

Questa vicenda dimostra che la Giustizia ha i suoi tempi ma poi fa il suo corso. Un pubblico ringraziamento sento di farlo al giornalista Enzo Costanza che con coraggio, a differenza di altri, mi ha dato modo di documentare, con prove incontrovertibili, quanto poi denunciato alla Procura della Repubblica e segnalato per iscritto all’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini e al Sottosegretario dell’Interno Carlo Sibilia i quali, almeno a me, non hanno mai dato risposta.

Oggi la struttura che accoglieva i richiedenti asilo, ubicata in via Giffoni Vallepiana, da alcuni mesi, è stata chiusa e gli immigrati richiedenti asilo trasferiti in altri centri.

Non è dato sapere perché.