Caso buona sanità alla Montevergine, operata donna del nord al PFO

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“Ringrazio il dott. Vittorio Ambrosini, cardiologo della clinica Montevergine, esempio di professionalità e di buona sanità di un Sud sempre denigrato”. Così esordisce una paziente della Clinica Montevergine che dopo anni di indagini mediche è riuscita a risolvere un problema al cuore che le rendeva difficile svolgere le normali attività quotidiane.
La donna, infatti, un’insegnate dell’Istituto di Moda di Modena, di circa 36 anni, soffriva di una malformazione cardiaca, il forame ovale pervio, balzata alle cronache a causa dell’ictus che colpì il calciatore Antonio Cassano nel 2011. Nonostante la malattia le fosse stata diagnosticata da circa 10 anni, i medici avevano sottovalutato il problema ritenendo non fosse opportuno intervenire. “Infatti – spiega il dott. Ambrosini – la chiusura emodinamica PFO non è necessaria su tutti i soggetti che ne soffrono, circa il 25 per cento della popolazione, ma su alcuni può causare attacchi ischemici ed essere invalidante. Sta quindi alla diagnosi del medico stabilire quando è opportuno operare. In questo caso era giusto procedere, la donna è stata infatti operata questa mattina e domani sarà già dimessa”.
“Si tratta di un caso di buona sanità – spiega la paziente -. Spero che questo mio ringraziamento possa giungere come esempio di fiducia verso il Sud, verso la struttura della clinica Montevergine, esempio di eccellenza per le malattie cardiologiche verso la risorsa umana e professionale del dott. Ambrosini e di tutti i suoi validi collaboratori. Spero che il pellegrinaggio dei malati del sud verso le strutture del nord possa finire e possano avere fiducia nelle loro strutture. La mia esperienza conferma che da un Nord operoso ed efficiente sono giunta a risolvere un problema cardiologico presso un Sud, ricordato spesso dalla cronaca solo con esempi di mala sanità”.

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