Avellino – Dopo quattro ore si è concluso con un rinvio (a oggi o domani) e un nulla di fatto il nuovo vertice convocato dai democratici irpini sull’intricata vicenda delle dimissioni del capogruppo del Pd a piazza del Popolo Stefano La Verde.
Nel corso dell’ultima seduta consiliare il capogruppo dimissionario del Pd si era chiamato fuori in aperta polemica con le assunzioni effettuate dall’Avellino Città Servizi. Assunzioni poco trasparenti, secondo alcuni, e quindi la riunione di ieri a Mercogliano doveva servire proprio per rinsaldare le fila.
Al summit del Pd erano presenti quasi tutti, Enzo De Luca e Caterina Lengua in primis. Ma neanche l’intervento del senatore (“… l’amministrazione comunale di Avellino deve essere difesa”) è servito a rasserenare gli animi. Anzi. Al termine del vertice La Verde ha confermato le dimissioni. “Revocate le assunzioni all’Acs e io resto”, queste le parole dell’ex capogruppo.
Non sono bastati, quindi, gli appelli all’unità lanciati dallo stesso sindaco di Avellino Pino Galasso e dal segretario provinciale.
Serviranno ancora altre incontri per trovare il bandolo della matassa e per evitare il collasso della maggioranza al Comune di Avellino. Con La Verde, infatti, oltre ai tre consiglieri dell’area Bersani (Todisco, Loguercio e Di Cecilia), si sono schierati anche Gaeta, Cucciniello, Iannicielli e Iannaccone mentre tutti gli altri non hanno condiviso la decisione dell’ormai ex capogruppo, rimarcando di fatto la frattura che si è creata all’interno del Pd.
Redazione Irpinia
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