Caso acqua Solofra, il tecnico:”Occorre screening sulla popolazione”

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Avellino – La fonte inquinante della falda idrica profonda sotto i Comuni di Montoro e Solofra, interessata dagli ormai noti eventi di cronaca di inizio anno, è ancora attiva e – potenzialmente – rischia di migrare a valle. Questo è quanto si legge nelle relazioni dei due consulenti tecnici dell’AATO1 Calore Irpino, l’ing. Montano e il dott. Galasso, che hanno presenziato alla conferenza di servizi tenutasi il giorno 30 luglio alla Casa della Cultura V. Hugo di Avellino sull’inquinamento della falda idrica profonda nel Comune di Montoro e nel Comune di Solofra.

Ma c’è di più perchè l’ing. Oreste Montano, esperto infrastrutture e consulente tecnico per Aato1 Calore Irpino, forse per la prima volta in via ufficiale fa riferimento alla necessità di interessare le istituzioni competenti sul rischio che la popolazione abbia già potuto subire danni dall’inquinamento dell’acqua potabile, quindi auspicando l’avvio di uno screening medico sulla popolazione residente nei due Comuni interessati dalla problematica.

“In ordine alla datazione dell’origine del fenomeno di inquinamento – scrive Montano nell’allegata dichiarazione del verbale di conferenza di servizi – sembra ormai plausibile affermare che lo stesso non abbia avuto origine recentemente; ciò, per varie considerazioni, non ultima il rinvenimento del tetracloroetilene nel pozzo di Chiusa fin dal 2007. Si ritiene che debba essere condiviso il fatto che rinunciare al Piano di MISE (Messa in sicurezza di emergenza), per dare il giusto corso alle attività di caratterizzazione dell’inquinante, comporta il rischio che nelle more del completamento dell’iter di indagine e conseguenti attività autorizzatorie per l’eventuale bonifica, il fenomeno di inquinamento della falda permanga, non essendo stato eliminato con certezza la fonte di inquinamento, con il pericolo che la piezometria della falda trasporti l’inquinante molto più a valle, con effetti disastrosi sulle popolazioni che si approvvigionavano della stessa. In merito all’ultima circostanza si ritiene utile, per le conclusioni che si riterrà di assumere con la conferenza di servizi, valutare la necessità di interessare le istituzioni competenti su rischio che la popolazione abbia già potuto subire danni dall’inquinamento dell’acqua potabile, come visto datato negli anni (prima del 2007, ndr), e pertanto sollecitare le stesse istituzioni di dare corso ad una indagine epidemiologica sulla popolazione per l’alta incidenza di malattie gravi connesse all’inquinamento”.
(@antopirolo)

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