Carinola: ancora una vittima nella Polizia Penitenziaria

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Ancora un’altra vittima nella Polizia Penitenziaria campana per Covid e sempre un poliziotto che lavorava presso la casa circondariale di Carinola.Il 50enne lascia la moglie e due figli.

“Non è ammissibile e non esistono giustificazioni rispetto a tanta superficialità e irresponsabile approssimazione, non sono ammesse condotte che rasentano l’incoscienza quando sono in gioco vite umane che per adempiere al proprio dovere rischiano la vita”.

“Avevamo chiesto e sollecitato, da tempo, che venissero effettuati tamponi al personale invece degli screening veloci, la nostra richiesta è rimasta inascoltata, i vertici della casa circondariale di Carinola, come di tutti i penitenziari della Campania devono garantire la massima sicurezza per l’integrità psico-fisica del personale a garanzia degli operatori e dei detenuti e quando questo non avviene, emergono gravi responsabilità della dirigenza per le conseguenze che ne scaturiscono”.

“Il prezzo in vite umane pagato dal personale della polizia penitenziaria in questa grave pandemia è alto, troppo alto, riteniamo che a renderlo insopportabilmente pesante hanno contribuito i comportamenti non accorti e non adeguati alla gravità della situazione, per cui chiudiamo che si faccia chiarezza e si accertino responsabilità per siffatte condotte, è il minimo che bisogna fare per rendere onore e giustizia alle vittime”.

“Esprimiamo nel contempo la nostra commossa solidarietà e vicinanza ai familiari dell’ispettore scomparso”.

E’ quanto dichiarano il segretario e coordinatore regionali FP Cgil Tinto – Scocca.