Carcere, sequestrati 17 cellulari nel Padiglione De Vivo: il plauso di UIL e SAPPE

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Maxi sequestro di telefoni cellulari nella Casa circondariale di Avellino. Nel corso di una perquisizione ordinaria effettuata nel reparto trattamentale del Padiglione De Vivo, il personale della Polizia Penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato 17 telefoni cellulari, tra smartphone e microcellulari, abilmente occultati nei cavedi delle tubature.

L’operazione viene considerata di particolare rilievo, poiché conferma l’attività di contrasto all’introduzione e alla detenzione illecita di dispositivi telefonici all’interno dell’istituto, strumenti che consentono ai detenuti di mantenere contatti non autorizzati con l’esterno, con possibili ripercussioni sulla sicurezza del carcere.

Sull’intervento sono arrivati gli attestati di stima delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria. Raffaele Troise, responsabile della UIL FP Polizia Penitenziaria di Avellino, ha espresso un sentito ringraziamento agli agenti, sottolineando la professionalità, lo spirito di sacrificio e il senso del dovere dimostrati dal personale. Un risultato che, evidenzia la UIL, assume ancora più valore in un periodo caratterizzato dalla riduzione degli organici per il piano ferie estivo e dalle difficoltà legate alla persistente crisi idrica che interessa la struttura.

Plauso anche dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). Il segretario generale Donato Capece e la vicesegretaria regionale per la Campania Marianna Argenio hanno definito l’operazione l’ennesima dimostrazione dell’efficacia dell’attività investigativa e di controllo svolta quotidianamente dagli agenti, ribadendo il ruolo centrale della Polizia Penitenziaria nel contrasto ai traffici illeciti e nel mantenimento dell’ordine all’interno degli istituti di pena.

Entrambe le sigle sindacali, pur esprimendo soddisfazione per il sequestro, richiamano l’attenzione sulle criticità che interessano il carcere di Avellino. Tra i problemi evidenziati figurano la carenza di personale, le difficoltà organizzative, le condizioni di lavoro particolarmente gravose e, come sottolineato dalla UIL, anche i disagi causati dalla persistente carenza idrica.

I sindacati chiedono quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria interventi concreti per rafforzare gli organici, migliorare le condizioni operative del personale e potenziare gli strumenti a disposizione degli agenti, affinché risultati come quello ottenuto ad Avellino possano continuare a garantire sicurezza e legalità all’interno delle strutture penitenziarie.