Carcere Ariano Irpino, la denuncia del sindacato: “Personale da integrare”

Carcere Ariano Irpino, la denuncia del sindacato: “Personale da integrare”

7 Dicembre 2020

La segreteria regionale Campania di OSAPP, Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria, in una nota inviata, tra gli altri, alla direzione del carcere di Ariano Irpino: “La scrivente segreteria regionale, in seguito a una visita effettuata nel penitenziario “Pasquale Campanello” di Ariano Irpino, deve necessariamente onerare l’organo in indirizzo, in ordine alla delicatissima situazione in cui versa da troppo tempo il penitenziario in questione, confinante con la provincia di Foggia. Sebbene pregresse missive indirizzate all’attenzione di ogni livello in merito alla precaria situazione degli organici di Polizia Penitenziaria e personale del comparto funzioni centrali, ad oggi ancora non riscontrate, siamo a dover constatare che il depauperamento di risorse umane in detto penitenziario ha raggiunto livelli intollerabili, anche se rapportato ai minimi livelli di funzionalità. La scrivente organizzazione sindacale, continua ad osservare un inesorabile immiserimento di unita ivi in servizio che ha seriamente minato e compromesso ogni processo lavorativo e i conseguenti adempimenti amministrativi, riverberando ogni sorta di difficoltà su ogni singolo lavoratore ivi in servizio, oggi più che mai in forte sofferenza! La cronica carenza di Poliziotti, appare lampante ed impedisce la corretta fruizione di congedi ordinari,(media 80/100 cadauno) riposi ( non fruiti) e altri diritti soggettivi, oltre a mettere a serio rischio l’ordine e la sicurezza dell’istituto, infatti per garantire i servizi spesso il tutto si traduce ricorrendo allo strumento dello straordinario che da circolare DAP dovrebbe assumere carattere residuale, per fronteggiare tali deficit, dette carenze non risparmiano figure importanti degli uffici amministrativi comparto funzione centrale, pregiudicando in modo inesorabile il disbrigo di pratiche amministrative, come l’invio e la recezione di protocolli, il pagamento di missioni e via discorrendo! Detta deriva è ovviamente accentuata dalla carenza di una linea di comando continua, l’attuale facente funzioni, con tutta la buona volontà, non avendo una leadership decisionale, non essendo lui il titolare, di certo non contribuisce ad alleggerire le difficoltà, compiendo una discutibile gestione del personale, troppo provato e stressato per continuare a reggere simili ritmi lavorativi in un contesto piccolo e complesso come quello di Ariano, che ha ereditato insostenibili e spinose questioni che pesano come un macigno sull’attuale direzione, probabilmente poca considerata dai vertici romani rispetto al grido di aiuto e alle numerose richieste tese a migliorare le condizioni lavorative e di vivibilità. Se poi a tutto ciò si aggiunge, nonostante la cronica carenza mai integrata, la recente assegnazione di una unita civile assistente amministrativo AII F2 presso il Tribunale di Avellino, con provvedimento del DAP e nel contempo sospendere un distacco di un contabile dalla Lombardia ad Ariano, allora ci si rende conto del paradosso istituzionale, lo status quo parrebbe aver determinato un ulteriore depauperamento della pianta organica prevista di 19 addetti area amministrativa contabile a fronte delle n. 7 attuali, senza considerare che altri 2 nella primavera del 2021 andranno in pensione, addirittura si è giunti al punto che la chiave della cassaforte, formata da tre pezzi componibili, originariamente suddivisa tra le figure professionali dei contabili e ragionieri, per ovvie ragioni di sicurezza, in mancanza di quest’ultimi nel frattempo onere e responsabilità sono state assorbite dalla Direttrice dell’istituto in persona, la quale dovrebbe svolgere una attività di impulso e di controllo sulle procedure e gli atti amministrativi e dedicarsi alla guida di tutti i segmenti organizzativi e funzionali del sistema, molte volte trascurati per molteplici compiti che non sono prettamente di sua competenza. A fronte di un tale simile incongruo agire delle autorità centrali, fatto salvo le timide iniziative intraprese dal PRAP Campania per tamponare i molteplici problemi, si auspica maggior sensibilità e un segnale tangibile al fine di voler attivare tutto quanto in proprio potere, per lenire e porre un freno allo stato comatoso in cui versa la Casa Circondariale di ARIANO IRPINO e assegnare unità di Polizia penitenziaria collocati utilmente nella graduatoria nazionale della mobilità e personale del comparto funzioni centrali, ragionieri, contabili e assistenti amministrativi, per assicurare adempimenti e garantire soprattutto sicurezza interna ed esterna e i diritti soggettivi ai Poliziotti Penitenziari”.