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“La necessità di recuperare credibilità – continua la nota – per alcuni come nel caso del Pd passa attraverso le primarie, per altri Pdl e Udc nella ricerca affannosa di qualcuno che metta tutti d’accordo, nel nostro caso invece vi è l’esigenza di conciliare un’opposizione al governo Monti con la consapevolezza che di troppa opposizione si muore. La vera sfida dell’Italia dei Valori anche in provincia di Avellino è capire se da questo partito il cittadino elettore vuole solo protesta, dissenso, banchetti in piazza, referendum per la tutela di diritti e beni comuni o in alternativa la costruzione di una proposta che possa trasformare il malcontento comune in consenso riconoscendo all’Italia dei Valori il merito di aver combattuto e vinto sul campo la battaglia sul lodo Alfano, sul legittimo impedimento,sulla privatizzazione dell’acqua, sul ritorno all’energia nucleare e sulla tutela dei diritti dei lavoratori per i quali in questi giorni si stanno raccogliendo le firme. Purtroppo la situazione attuale è figlia del clima generale di confusione generato dalla mancanza di regole certe per lo svolgimento delle prossime elezioni e dalla cognizione che il fenomeno Grillo eroderà molti dei posti disponibili in parlamento. E’ singolare che rispetto ad esponenti nazionali del partito che si adoperano per ricollocazioni o riposizionamenti, in Italia dei Valori vi è una militanza fatta da comuni iscritti, presidenti di circoli territoriali, dirigenti locali di partito che stanno dimostrando una maggiore maturità politica consci del fatto che dopo le primarie del Pd e dopo, si spera, l’approvazione della nuova legge elettorale, il quadro politico sarà meno tetro. Se così non fosse, vincerà la disaffezione verso tutto ciò che è politica e non solo rispetto all’Italia dei Valori”.