Un canestro, un gesto, una comunità: il “Teddy Bear Toss” del PalaDelMauro

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Un pomeriggio di sport, solidarietà e inclusione ha acceso il PalaDelMauro questa domenica sera, in occasione dell’incontro di Serie A2 Old Wild West tra Unicusano Avellino Basket e Pallacanestro Forlì. La palla a due non è stata, decisamente, l’unico segnale di partenza dell’incontro.

Al primo canestro su azione della gara, il parquet irpino è stato simbolicamente invaso da una pioggia di peluche: è il Teddy Bear Toss, iniziativa ormai entrata nel lessico emotivo dello sport contemporaneo, e che la società biancoverde ha scelto di abbracciare e rilanciare come atto collettivo di attenzione e cura verso l’infanzia più fragile. Un gesto semplice e potente, che ha interrotto, momentaneamente e simbolicamente, il match con decine e decine di pupazzi destinati a bambini e famiglie in difficoltà.

A fare da tramite, diverse realtà del territorio impegnate quotidianamente sul fronte sociale, che consegneranno i giochi ai piccoli ospiti dei Sai (struttura per famiglie straniere in difficoltà), ai bambini assistiti dalla Don Tonino Bello presso il Campus Tam Tam e ai bambini della Scuola dell’Infanzia “G. Santangelo” di Mercogliano.

La serata, però, non si è limitata al Teddy Bear Toss: l’Unicusano Avellino Basket ha deciso di aprire il match anche alle realtà associative impegnate nel sostegno alle persone con disabilità, in un’iniziativa battezzata “Sport e Inclusione”. In collaborazione con il CONI di Avellino, la società biancoverde ha lasciato spazio alle associazioni sportive e alle organizzazioni del territorio che promuovono integrazione e pari opportunità, ribadendo così il valore profondo dello sport come strumento di crescita, rispetto e solidarietà.

Una scelta che non appare come un evento episodico, ma una dichiarazione di intenti: riconoscere allo sport il ruolo di strumento educativo, culturale e relazionale capace di abbattere barriere e generare appartenenza.

E così, mentre la palla ha continuato a rimbalzare sul parquet, è stato il gesto di centinaia di mani a lasciare il segno più profondo, sospendendo per un istante il rumore del tifo e sostituendolo con un atto di cura.