Candelora, l’abate Paluzzi: “Il credo religioso non è folklore”

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Mercogliano – “Il nostro impegno è difendere i valori su cui si fonda la Chiesa. Non possiamo accogliere chi fa della propria scelta di vita un fenomeno da ostentare”. A riferirlo è l’abate di Montevergine don Beda Paluzzi che torna così sulla polemica questione della Candelora e dei ‘femminielli’ attesi ai piedi del Santuario di Mamma Schiavona il 2 febbraio.
Come ogni anno si rinnova l’appuntamento con la ‘Juta’ ed immancabile ecco ritornare le aspre tensioni tra mondo ecclesiastico e associazioni Lgtb.
Sono stati questi giorni di roventi polemiche sulla Candelora con uno scontro a distanza tra l’abate e l’ex deputata di Rifondazione Comunista Vladimir Luxuria.
Ma l’abate precisa: “Il credo religioso non può essere assimilato a manifestazioni folcloristiche né può dar luogo ad estremismi che nulla hanno a che vedere con la fede”.

Anche il parroco no-global di Sant’Angelo a Scala don Vitaliano della Sala prende posizione sull’ennesimo scontro alla vigilia della Candelora: “Bisogna recuperare il vero senso della festa, della tradizione della Candelora. Le polemiche non servono – spiega don Vitaliano – Bisogna ritornare ad una riflessione autentica sullo spirito e significato di una manifestazione ultracentenaria in cui, se nel 2002, è stato utile che le persone più celebri prestassero il volto per rivendicare dei diritti, oggi no. Serve, invece, maggiore attenzione proprio ai femminielli. La presenza di personaggi famosi leva visibilità alle persone vere e ai veri protagonisti autentici della festa. E’ importante aprire una discussione, la chiesa si deve aprire ad un dialogo. Proprio la benedizione a Montevergine dei femminielli dovrebbe servire per confrontarci con la diversità. All’interno della chiesa è necessario che si inizi a parlare di questi temi”. (di Ilaria Tranfaglia)

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