Camorra, il boss Cava resta al carcere duro: può mantenere contatti con il clan

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QUINDICI- Il settantenne boss quindicese Antonio Cava, detto N’do N’do, resta al carcere duro. I giudici della Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa di Cava contro la decisione dell’ottobre scorso da parte del Tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva confermato il decreto di proroga per altri due anni del regime di 41 bis nei suoi confronti, così come disposto dal Ministro di Grazia e Giustizia Carlo Nordio nel 2024.
Per i giudici della Cassazione: ” non può dirsi venuta meno la capacità di mantenere i collegamenti con l’associazione, ancora composta da soggetti legati alla famiglia di Cava, sia sulla perdurante operatività del sodalizio criminale”. Tutto contenuto in una nota della Squadra Mobile di Avellino del dicembre 2023 e gli elementi contenuti nella nota della Direzione Investigativa Antimafia del marzo 2024. Negativa dunque la risposta rispetto ad “una rivalutazione del complesso vissuto criminale del condannato e un’alternativa ricostruzione delle vicende della sua cosca fino all’attualità; che non risulta alcun elemento concreto che dia dimostrazione della recisione dei pregressi e radicati legami con l’organizzazione criminale”. Cava e’ ininterrottamente sottoposto alla misura del carcere duro dal 2006.