Camera di Commercio, Cna spaccata. Galetta: “Tradita intesa interna”

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Non c’è pace alla Camera di Commercio di Avellino.

Il caos che ha accompagnato la nuova elezione di Oreste La Stella ora travolge in pieno anche la Cna, l’associazione che, con il polemico distinguo di Berardino Pesce, aveva sostenuto la contestata elezione a presidente del direttore di Confcommercio.

Solo due giorni fa la Cna aveva commentato con soddisfazione la svolta sul vertice dell’ente camerale e lanciato un ponte per il dialogo con il fronte sconfitto guidato da Confindustria. Ma a testimonianza delle forti fibrillazioni interne anche alla sezione irpina della Confederazione nazionale dell’artigianato, a rovesciare completamente quelle affermazioni è un altro esponente della presidenza, Fabio Galetta.

Di seguito la nota:

Considerato che nei giorni scorsi è stato diffuso un comunicato stampa a nome della Presidenza della CNA di Avellino, in qualità di membro della stessa Presidenza ritengo doveroso precisare che, dal mio punto di vista, non c’è stata nessuna piena soddisfazione e condivisione per come è stata gestita la vicenda dell’elezione del Presidente della Camera di Commercio.
Nessuna riunione di Presidenza, infatti, ha deciso di ritirare la candidatura del nostro Presidente Ciriaco Coscia, che pure aveva riportato un consenso importante e nessuna riunione di Presidenza ha deciso che i nostri delegati camerali subito dopo avrebbero dovuto votare per l’attuale Presidente La Stella.
Personalmente ho chiesto la convocazione della Presidenza sia la mattina che il pomeriggio prima del voto, ma di fatto non è stata convocata; a questo punto mi viene da pensare che qualcuno si sia giocato una partita personale alle nostre spalle, incurante delle decisioni assunte in Direzione, danneggiando la nostra organizzazione e vanificando tutto ciò che avevamo costruito fino a quel momento.
In Direzione avevamo deliberato, infatti, che la linea della CNA in Camera di Commercio dovesse essere ferma sul crinale della legalità, dialogando con tutte le organizzazioni che volessero condividere con noi una gestione di svolta rispetto al passato.
Svolta che non può essere rappresentata da chi aveva un ruolo fondamentale in quella gestione senza dissociarsene con dichiarazioni pubbliche.
Le battaglie che avevamo vinto nei mesi scorsi, sia sulla questione Fondazione Camerale che sulla questione della decadenza del Presidente Capone, non dovevano essere sacrificate sull’altare di accordi senza nessuna base programmatica.
Non a caso diversi editoriali, in quei giorni, non hanno mancato di sottolineare quanto la vicenda della Camera di Commercio apparisse più come una mera disputa sui nomi che come un confronto tra diverse posizioni programmatiche.
Colgo l’occasione per precisare, infine, che il documento proposto lunedì sera alla Presidenza della CNA prevedeva il voto contrario al Bilancio Consuntivo 2015 della Camera.
Nella versione inoltrata ai giornali questa presa di posizione scompare totalmente, forse perché in netto contrasto con la decisione che aveva portato a votare il nuovo Presidente La Stella; risulta tra l’altro degno di nota il fatto che, in caso di mancata approvazione del Bilancio, lo stesso Presidente decadrebbe dalla carica.
In conclusione, ritengo più che mai opportuno riportare la discussione negli organismi preposti dando la possibilità a tutti, imprenditori e dirigenti, di poter esprimere il proprio pensiero liberamente, nell’interesse esclusivo della nostra Associazione e delle imprese che essa rappresenta.

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