Calitri-Politici e ammistratori riflettono sul futuro dello sviluppo

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Calitri – “La politica deve tornare ad occuparsi della soluzione del problemi. Su questa premessa parte lo sviluppo omogeneo dei territori”. Così ha esordito il presidente della Comunità Montana “Alta Irpinia” Giuseppe Di Milia, nel corso della inaugurazione della ventiseiesima Fiera interregionale di Calitri, che si è svolta ieri mattina, alle ore 10, presso i padiglioni fieristici della cittadina altirpina. “L’appuntamento di oggi (ieri, per chi legge, ndr) non è solo una kermesse espositiva, ma segna anche l’avvio dell’attività politica in questa area. E’ importante – ha commentato Di Milia – ottimizzare i fondi comunitari in questa area compresa della Campania tra Puglia e Basilicata. Pure se la scommessa industriale in queste zone ha avuto una ricaduta non ottimale, nei nuovi indirizzi dello sviluppo economico della regione Campania, deve prevalere un impegno forte e costante per arginare il fenomeno della disoccupazione e per evitare la perdita di fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della politica. Nelle nostre zone c’è stato un trend positivo nel settore turistico e per questo dovremo saper trasformare le risorse locali e umane in attività di sviluppo”. In riferimento alla costituzione del Parito Democratico, il presidente dell’ente sovracomunale di Calitri ha detto: “E’ importante che questo nuovo organismo sia pieno di contenuti e che sia rappresentato a livello regionale da un autorevole esponente della Margherita (Ciriaco De Mita, ndr)”. Subito dopo è intervenuto il Presidente dell’Eapsaim nonché assessore provinciale al Turismo, Gaetano Sicuranza: “La presenza del vice presidente della Giunta della Regione Campania, Antonio Valiante, e degli altri autorevoli ospiti testimonia l’impegno della Regione per queste zone interne. Quest’area fieristica di 70 mila metri quadri all’aperto e oltre 6 mila al coperto si configura tra le strutture più ampie del Mezzogiorno”. Poi Sicuranza ha messo l’accento anche su quello che è il tema dello sviluppo: “Nel nostro territorio è stato avviato il progetto per la promozione turistica agganciata alle risorse del territorio ed altri strumenti necessari. In quest’ottica si deve coniugare il turismo con la promozione delle specificità locali. Dovremo potenziare e aumentare i segmenti dell’enograstronomia, del turismo culturale religioso, per favorire un sviluppo turistico stagionale importante per valorizzare l’economia e lo sviluppo in circuiti più ampi”. Interessanti sono stati anche gli spunti emersi dall’intervento del capogruppo regionale della Margherita, Mario Sena: “Questa è una fase di aspettativa da parte della gente. C’è bisogno di utilizzare al meglio i fondi Por. In questa nuova impostazione sull’utilizzo dei finanziamenti comunitari sarebbe necessario mettere al centro i problemi ed affrontarli con le risorse ed i progetti di grande respiro. Sulle infrastrutture, mi auguro che vengano fuori le risposte concrete. A settembre presenterò una proposta di legge regionale sulla valorizzazione dei piccoli comuni. L’Alta Irpinia ha delle potenzialità, tra cui anche il vento e il sole, che, insieme alle altre risorse, vanno sfruttati. Sarebbe importante anche una proposta di legge sull’energia. Ma non dimentichiamo che abbiamo dei prodotti di nicchia e un’agricoltura povera. Abbiamo denunciato la distrazione verso la politica meridionale, non possiamo più aspettare che ci sia una svolta meridionalista. Sul Partito Democratico – ha concluso Sena – mi auguro che sia il partito dei territori, il partito della gente, il partito capace di dare progettualità politica alle istanze dei territori. Per fare questo c’è bisogno che il processo avvenga con una guida autorevole (il riferimento è a De Mita, ndr). Bisogna coniugare il nostro rapporto coi problemi del territorio e rappresentanza politica”. Subito dopo ha parlato Vito Nocera, capogruppo regionale del Prc: “Sono a Calitri per il terzo anno consecutivo. Per me è motivo di orgoglio, di rapporto con le comunità irpine. Non solo per ragioni di amicizia e affetto ma anche per una convinzione politica profonda che ho maturato nel dopo terremoto. Senza questo nostro territorio e senza l’operosità e la laboriosità della gente irpina, la Campania non ce la può fare ad uscire dall’empasse su vari problemi. Guai a pensare che questo territorio sia marginale e non influente e che la nostra regione si governa solo a Napoli. Lo sviluppo delle aree interne sono alla base delle proposte che faremo a proposito della spesa dei fondi Por nella nostra azione di governo regionale. C’è bisogno di concentrare e pianificare meglio i fondi europei”. E stata poi la volta dell’assessore regionali alle Politiche Sociali, Rosa D’Amelio, che nel suo vibrante intervento, non ha negato che, pur essendoci stata per l’Alta Irpinia una “linea di sviluppo” a partire dagli anni ’70 passando per il terremoto del 1980, “purtroppo non si è ancora arrivati ad un punto di svolta” e “per questo rispetto alla programmazione europei 2007-2013 non si può non cogliere questa ultima chance, altrimenti si andrà verso una definitiva marginalizzazione e desertificazione con una perdita per l’Irpinia, per la regione Campania e per l’intera Italia”. “Noi – ha proseguito l’esponente dell’esecutivo Bassolino – possiamo essere la vera risorsa per Napoli e per le altre aree urbane, dove sono state concentrate finora le grosse risorse. Bisogna riprogrammare, rivalorizzare il nostro splendido ambiente a partire dall’utilizzo del sole e del vento come energie alternative, dell’acqua e delle sue sorgenti. In questo quadro, Calitri è un punto strategico. Dobbiamo mettere in campo ogni sforzo per garantire lo sviluppo e una adeguata qualità della vita per le nostre comunità”. A concludere Antonio Valiante, vice presidente della Giunta Regione Campania: “In regione Campania viviamo un clima che oscilla tra tentativi di promuovere iniziative di sviluppo e varie emergenze. Non possiamo avviare un’azione seria di sviluppo se non si bada alla tipologia dei progetti che possano includere elementi di sviluppo sia a livello locale sia a livello più ampio. Dobbiamo spingere verso la produzione di qualità. Per quanto riguarda il sistema industriale bisogna capire quali sono i livelli di competitività per sostenere l’azione delle industrie e dove essere concorrono. E’ riduttivo pensare di avviare azioni solo a livello locale, bisogna aprirsi in un orizzonte più ampio. Occorre considerare i rapporti commerciali su scala interregionale, nazionale e internazionale. Nel settore dell’agricoltura, c’è bisogno di mantenere in piedi sistemi agro-alimentari con azioni più incisive coniugando produzione e commercializzazione. Sul turismo, invece, oltre alle risorse ambientali, turistiche e culturali che abbiamo, vanno incentivato il recupero dei centri storici e la valorizzazione dei prodotti tipici delle piccole realtà. La promozione deve avere una capacità ricettiva, altrimenti resta solo una idea arida. Oggi ci viene richiesta una immediata azione amministrativa. Su questo servono una revisione delle competenze e uno snellimento della pubblica amministrazione, mentre sul sistema di distribuzione delle risorse occorre entrare nei problemi e affrontarli per quelli che sono. Questo porta ad una migliore vivibilità e al progresso dei nostri territori”. Presenti all’inaugurazione anche i sindaci dei Comuni di Monteverde, Andretta, Aquilonia, Lioni, il vice presidente della Comunità Montana Alta Irpinia, Salvatore Frullone, l’assessore della Comunità Montana Alta Irpinia, Antonio Di Ninno, il presidente della Comunità Montana “Terminio Cervialto” Nicola Di Iorio, il presidente della Comunità Montana “Valle Ufita” Giuseppe Solimine.

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