Caldoro e De Luca: le riflessioni a ‘mente fredda’ dei due sfidanti

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I giochi ormai sono fatti e i campani hanno consegnato la Regione nelle mani del centrodestra, attribuendo lo scranno più ambito all’ex Ministro Stefano Caldoro. Per Enzo De Luca si prospettano cinque anni da capo dell’opposizione di Palazzo Santa Lucia che dopo 10 anni di era bassoliniana cambia casacca. Ma cosa hanno detto oggi, a mente fredda, i due sfidanti principali?
Per Caldoro, forte di un distacco di 10 punti percentuali, il futuro non è propriamente in discesa. Tra i primi nodi al pettine l’elezione di Conte consigliere ex Margherita ora in forza al Pdl condannato per associazione mafiosa e quella di Sandra Lonardo, “esiliata” fuori dalla Campania. Ma non solo. Le urne hanno restituito un risultato scomodo al Pdl con l’affermazione di partiti come Noi Sud ad esempio e l’esclusione dall’assise regionale di figure importanti interne al partito maggioritario, che potrebbero infierire sulla ferita mai chiusa dei dissidi interni al Pdl tra figiani e berlusconiani. Ovviamente Caldoro è ben cosciente che un posto in giunta o qualche nomina di rilievo potrebbe sopperire ad alcune bocciature dell’elettorato. Ed è per questo, forse che il neo governatore campano oggi ha dovuto puntualizzare che non permetterà ai suoi futuri assessori di trasformare i loro settori in baronati. Stefano Caldoro alza la voce e chiede un passo indietro ai partiti nella formazione della prossima giunta regionale. “Sulla giunta – ha detto – chiederò ai partiti di fare un passo indietro. Intendo prendermi tutte le responsabilità”. E subito è arrivata la puntualizzazione del coordinatore campano del PdL, Nicola Cosentino, che ha detto: “Stefano non ha bisogno di chiedere un passo indietro ai partiti perchè il Pdl non ha mai fatto ingerenze sui suoi amministratori, basta vedere l’esempio delle Province, e non lo farà neanche a livello regionale”.
Altra storia invece per De Luca che prima di pensare al domani, analizza il passato a modo suo. Yes VeCienz se la prende con il Pd che adesso deve imparare la lezione. “Il Pd – ha dichiarato De Luca – ha preso quel che si meritava, niente di più niente di meno”. E ancora: “Si scontano lacerazioni interne, a volte assolutamente demenziali, logiche correntizie che vanno spazzate via”. Anche in casa centrosinistra arriva la replica del segretario regionale Pd, Enzo Amendola, che difende i suoi: “Il partito, i suoi gruppi dirigenti e i suoi candidati si sono spesi anima e corpo per sostenere De Luca in campagna elettorale. Siamo sicuri che De Luca ne è consapevole”. D’altronde Vincenzo l’aveva scritto sui suoi manifesti, lui è uno che sta fuori dai partiti.

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