Calcio Varese, il nuovo ds Ambrosetti: “Sono determinato e motivato”

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“Sono lieto e onorato di presentarvi il nuovo direttore sportivo di Varese 1910, Gabriele Ambrosetti: un gran lavoratore, come me, che non lavora per dovere, ma per passione. Sono felice di inserire in organico una figura di questo tipo”. Con queste parole il presidente Nicola Laurenza accoglie il nuovo direttore sportivo.

Gli fa eco l’amministratore delegato e direttore generale biancorosso Enzo Montemurro: “E’ la persona adatta per ricporire questo ruolo. Il valore aggiunto è rappresentato dal fatto che è un varesino; sono certo che ci darà una mano ad uscire da questo periodo e che sarà la persona giusta per impostare il futuro di questa società”.

“Vorrei ringraziare tutti i miei allenatori e tutti i miei compagni: coloro che ho avuto a Gazzada, coloro che ho conosciuto al Varese, nel settore giovanile fino alla prima squadra. Non posso citarli tutti, ma li conosco tutti a memoria, da Borghi a Morini, da Scandroglio, a Monteverdi del Gazzada. E’ grazie a tutti loro se ora sono qui” esordisce Gabriele Ambrosetti. “Vorrei condividere con loro questo momento di gioia” continua il nuovo direttore sportivo biancorosso.

“Tengo a precisare che questo incarico è frutto di una scelta di Enzo Montemurro, che mi ha seguito, spiato, osservato e selezionato. Ringrazio il mio presidente, Nicola Laurenza, non vedo l’ora di iniziare a lavorare per bene”.

“Sono giovane, so che commetterò errori, ma l’errore è il primo margine di miglioramento. Ho studiato per fare questo lavoro, sono molto emozionato perchè mi trovo nella squadra in cui faccio il tifo e che mi ha cresciuto. Il destino, il fato o, per citare Josè Mourinho, il “culo”, mi hanno portato a lavorare nella squadra della mia città, perciò sono molto determinato a raggiungere i miei obiettivi”.

“Non permetterò a nessuno di invadere le mie competenze, non credo che ci sarà un procuratore che mi possa convincere a prendere un giocatore che io non conosco, a patto che ci sia un giocatore che non conosco. Il mio lavoro si basa sull’attività di scouting, mi informo e voglio conoscere”.

Oggi allo stadio hai parlato ai bambini della Scuola Calcio: “Auguro loro di divertirsi sempre quando giocano a pallone. Il calcio lo puoi valutare solo negli occhi di un giocatore, sia che abbia 10 anni sia che ne abbia 30”.

D.S. del Varese è comunque una grande responsabilità: “Sono partito da Gazzada, e sono arrivato in Champions League. Per inseguire i tuoi sogni devi prenderti delle responsabilità e metterci passione. Io ho tanta passione per il mio lavoro e non ho paura delle responsabilità. La faccia è mia, sono pagato per portare dei risultati a chi mi comanda”.

C’è un modello a cui ti ispiri? “No, si può imparare da tutti”.

Come ti spieghi questa stagione del Varese? “Non posso rispondere, non servono le parole, ora pensiamo solo a correre e battagliare. Cominciamo a salvarci, poi programmeremo il futuro”.

Sabato si è avvertita la paura di retrocedere di squadra e città, che ne pensi? “No, quest’anno noi non retrocediamo”.

Parlavi prima di scouting, in Italia siamo indietro…”Lo scouting in Italia è remoto, passivo e fatto male. Ho i miei collaboratori e osservatori di fiducia con cui mi confronto. Mi fido della loro competenza e voglia di lavorare, poi però voglio visionare io con i miei occhi: è fondamentale l’organizzazione e la pianificazione”.

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