Calcio Perugia: le steccate di Santopadre. Avellino pensa alla B

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«Siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai». In certi casi è meglio partire dalla fine, dal coro lanciato sotto la Gradinata dai 1.300 tifosi biancorossi al “Bresciani” di Viareggio al Perugia sconfitto. Un messaggio tutt’altro che scontato da parte di una tifoseria che si è dimostrata di nuovo matura e di altra categoria, al punto da accettare un ko cocente di fronte a una squadra e un tecnico che tanto hanno saputo dare e tanto potranno. Ecco il punto. Ci sono due partite da vincere per mantenere un importantissimo secondo posto e affrontare i playoff con i migliori presupposti. E se i tifosi lo sanno, lo sa bene anche chi si trova al timone. “Il leone é ferito ma non é morto – ha spiegato un combattivo Massimiliano Santopadre -. Quel che doveva succedere é accaduto, non solo perché deciso dalla nostra sconfitta. Ma comunque vada a finire, questa sarà stata un’annata straordinaria per il Perugia e per tutti noi. Tengo molto a questo concetto: facile parlare con i risultati in mano, noi lo facciamo oggi. E da oggi ringraziamo Camplone che sta facendo cose che non sono normali. Il gioco, l’organizzazione e la qualità che esprime il Perugia in questa categoria non sono da tutti. Quando è arrivato, il Perugia era undicesimo e ora è secondo (lo scrive anche alla lavagna, ndr). Lui é l’allenatore, lo sarà fino ai playoff e forse anche più avanti”. Parole che non possono che essere rivolte a chi Camplone lo ha criticato nel dopo Viareggio, tra cui l’altro patron Gianni Moneti, che lunedì a “Fuori Campo” di Umbria Tv ha pacatamente espresso contrarietà rispetto ad alcune scelte del tecnico. “A Perugia – ha ripreso Santopadre – c’è un cinque per cento di persone che vuol dimostrare di intendersi di calcio più di noi. Noi diciamo bene, é vero, ma lasciateci in pace. Siamo a un passo dal sogno e lo vogliamo vivere fino in fondo da protagonisti. Io a Perugia butto soldi per vivere emozioni e questa squadra e questo tecnico me le fanno vivere. Oltre a loro ringrazio i tifosi, il restante 95 per 100. Quando ho visto quel muro biancorosso a Viareggio mi sono detto: ho già vinto. E’ per loro che sono venuto a Perugia ed è per loro che vogliamo realizzare il sogno. Oggi (ieri, ndr) andremo nello spogliatoio a dar coraggio a questi giocatori che hanno gli attributi e lo hanno dimostrato. Qui nessuno molla di un centimetro, non accetto che finisca per un ko immeritato, avanti uniti e senza critiche gratuite. Dopo i playoff si rivedrà il contesto”. Santopadre, che ieri ha dovuto incassare il «no» del Tnas sul -1, non ha risparmiato una stoccata all’Avellino: “Il Tnas ha respinto il nostro ricorso e ci ha tolto il dubbio. Pace. È quel che abbiamo visto domenica ad Avellino che non ci piace. Io sono qui per amore e passione, non potrei mai pensare ad azioni diaboliche per favorire gli altri. Eppure il rigore per l’Avellino era nettamente fuori area. E sia chiaro che questo non giustifica la nostra sconfitta e gli errori di cui ognuno qui è consapevole”. Quindi il proclama ad effetto a rinfocolare gli entusiasmi: “Ci siamo riuniti e abbiamo stilato un programma per affrontare al meglio i playoff, ma se non sarà B il futuro é roseo. Questo Perugia ha una proprietà seria che comunque vuole andare avanti. Non siamo come tanti che giocano alla roulette. Ora però lo slogan della settimana é “Insieme a noi”. Per mille ragioni è importante battere il Prato. Il sogno è ancora vivo e qui ci crediamo tutti. Lo dico a voce alta: vogliamo andare in B…”
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