A Milazzo nonostante il 2-0 del Partenio c’è ottimismo in vista del match di ritorno. Il tecnico Venuto, in una trasmissione locale non fa drammi, anzi, la sconfitta per 2-0 gli evoca ricordi indelebili nel derby con l’Enna. Infatti, il Milazzo ribaltò quel doppio svantaggio. Era la Coppa di Eccellenza. I ricordi dell’allenatore rossoblù: ” Nell’ambiente si pensava soltanto alla vittoria del campionato, ritenendo la Coppa Italia un inutile dispendio di energie. Invece, dopo lo 0-2 dell’andata ad Enna ribaltammo il risultato al ritorno, superando il turno e giungendo sino alla finale della competizione. Questo perché bisogna cercare sempre di ottenere il massimo, anche nelle partite amichevoli. La mentalità vincente si acquisisce in questo modo, non speculando sul risultato”.
Alla ‘Grotta Polifemo’ però sarà tutta altra storia, servirà un grande Milazzo per compiere l’impresa: “C’è grande voglia di riscatto. Il 2-0 può sembrare pesante, ma avendo già pagato all’andata lo scotto per l’inesperienza al ritorno possiamo farcela. Sarà mio compito far crescere in settimana la squadra sotto il profilo dell’autostima, valutando i giocatori da schierare sia per le condizioni fisiche e tecniche ma soprattutto per l’aspetto caratteriale. In questo momento tutte le componenti dovranno unirsi più che mai. La tifoseria deve starci vicina, domenica voglio uno stadio ribollente di tifo. Non basterà soltanto la prestazione dei calciatori, l’impianto dovrà essere straripante di calore e passione. Il fattore campo l’Avellino lo ha sfruttato a pieno, adesso tocca a noi, perché il Grotta Polifemo può trasmettere persino più carica rispetto al Partenio”. La vera finale di questi playoff già ha dato il suo primo atto (Avellino-Milazzo): “L’anno scorso dopo il ko di Caltanissetta prevaleva uno scoramento collettivo, invece siamo andati ad Avellino ed abbiamo compiuto un’impresa, ottenendo la vittoria chiave per la promozione. Adesso ci troviamo di fronte lo stesso avversario. Sarà questa la vera finale, chi passerà il turno domenica ritengo che salirà poi in Prima Divisione. Ci deve accompagnare l’intera provincia di Messina, di cui Milazzo rappresenta in questo momento il fiore all’occhiello. Dovremo essere 3.000 contro 11 biancoverdi: così possiamo riscrivere la storia”.
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