Calcio – “L’Avellino ha cambiato molto, ma Rastelli saprà gestire al meglio il gruppo. Sarà stimolante per lui”. Ad affermarlo a Irpinianews è Salvatore Marra, uno dei primi interpreti della rinascita del calcio ad Avellino dopo quel maledetto luglio del 2009, nonché indimenticato eroe di Crotone in quell’11 maggio di sei anni prima. “Se un tecnico è rimasto così tanto tempo sulla panchina dell’Avellino un motivo ci sarà – aggiunge Marra – Ha la maturità giusta e voglia di far bene attraverso la coerenza delle sue idee tattiche. Chi è rimasto nella rosa gli darà una grossa mano, inculcando ai nuovi la mentalità di cosa significa giocare ad Avellino”.
Da allenatore, doveroso in prima battuta concentrare l’attenzione sulla guida tecnica biancoverde ma: “Alle sue spalle c’è una società ambiziosa che ha puntato su giovani di club importati. Con il loro arrivo è stata puntellata e ringiovanita una buona base. Sono del parere – continua – che l’obiettivo di partenza debba essere sempre la salvezza perché la Serie B riserva sempre mille insidie e racchiude due campionati, il girone d’andata e quello di ritorno in cui le squadre si presentano maggiormente attrezzate dopo il mercato invernale. Ci ho giocato un anno, non ci si può mai rilassare. Il pubblico irpino è in grado di capire quanto sia prezioso mantenere la categoria, anche se rappresenta il minimo per loro”.
La doppia beffa retrocessione-mancato ripescaggio con l’Arzanese non ha scalfito l’entusiasmo di Marra: “Resto alla finestra per una nuova avventura – afferma – Con l’Arzanese siamo passati da ultimi in classifica a ultimi a retrocedere con tanta amarezza. Dei criteri un po’ ambigui non ci hanno consentito di tornare tra i professionisti. La società lo avrebbe meritato”. (@claudio_devito)
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