Tutti a rapporto dal patron: Massimo Pugliese convoca squadra, tecnico e dirigenza. Il motivo? andare in ritiro o meno. Una decisione verrà presa nelle prossime ore, dopo un colloquio tra le componenti. L’Avellino ha bisogno di ritrovare la giusta serenità, la tranquillità per uscire da questa ‘seconda crisi’ stagionale che la vede nuovamente invischiata nella zona rossa della graduatoria e che rischia di annullare quanto di buono fatto in precedenza. La sconfitta di Lecce è la conferma del black-out che stanno vivendo gli irpini: una prova quella del ‘Via Del Mare’ disarmante, dove si è visto un undici confuso e privo di idee capace di non tirare quasi mai in porta. Di Cecco e compagni contro la squadra giallorosa, purtroppo, hanno vestito i panni di ‘vittima sacrificale’. Sei turni senza vittorie, un solo punto conquistato contro il Treviso al Partenio; 2 sole reti siglate e 12 subite, che hanno fatto diventare quella biancoverde la terza peggior difesa del torneo al pari con il Bari, peggio solamente Vicenza e Ravenna. Mister Carboni alla ripresa ha strigliato i suoi uomini, c’è la necessità cambiare marcia, ritrovare la bussola e uscire fuori da una situazione che si è fatta nuovamente difficile. L’assenza a centrocampo di Maurizio Anastasi si fa sentire, ma il mal di vittorie dei lupi non deve essere ‘circoscritto’ all’infortunio del mediano. Di sicuro il forfait dell’unico uomo d’ordine della squadra, ha portato un po’ di scompiglio. Gli acquisti almeno per il momento; tolte le singole prestazioni di qualcuno(Cherubin) non hanno fatto fare il cosiddetto salto di qualità. “A gennaio abbiamo migliorato il nostro organico, ora dobbiamo tirare fuori anche rabbia e determinazione per cercare di risalire”. Queste le parole del tecnico toscano in terra di Puglia, progressi che al momento non si sono visti, anzi, nell’ultimo periodo c’è stato un Avellino stile ‘gambero’. In questa situazione neanche il tecnico ha fatto molto: un cambio di modulo vista la lunga degenza del siciliano potrebbe rappresentare una valida soluzione per venire fuori dal tunnel. Ma soprattutto bisognerà varare nuove soluzioni per la linea arretrata, reparto difensivo che nelle ultime uscite ha mostrato tutta la sua fragilità. Troppi goal presi su palla inattiva per questo nelle prossime due sfide interne contro Chievo e Ascoli, si potrebbe tornare alla linea difensiva a quattro. Vista anche la stanchezza, logica che si fa sentire negli uomini di maggiore valore: come Mengoni e Maietta. Accantonare il 3-4-1-2 speculare e improduttivo in quest’ultimo periodo e scegliere un assetto che dia più copertura. Una squadra più attenta, meno spettacolare in fase d’attacco, ma concreta e efficace. Il lupo è malato, ma non in coma irreversibile, anche perché il campionato è ancora lungo con ancora 16 gare da giocare tutto è ancora possibile. L’obiettivo minimo sarebbero i play-out, ma questa squadra ha già dimostrato di poter aspirare ad una tranquilla permanenza in B, vista la mediocrità del torneo. Sei punti nelle prossime due gare, due successi per rialzare la testa, sbagliare ancora sarebbe gravissimo. Questa squadra ha già dimostrato di potercela fare, adesso, ritrovi lo spirito visto in campo fino alla sfida con il Bari. Intanto sono ripresi gli allenamenti della truppa irpina che si è ritrovata ieri in Via Zoccolari. Riposo precauzionale per Alessio Sestu, mentre Alessandro Conticchio ha lavorato regolarmente con il gruppo. Il mediano ex Torino ritornerà a disposizione nel prossimo mese. Dopo i sentori della scorsa settimana Tonino Lo Schiavo ufficializzerà il proprio addio al sodalizio irpino. (di Sabino Giannattasio)
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