A tre gare dal giro di boa di questo “particolare” campionato di Prima Divisione, l’Avellino proprio non riesce a dare la sterzata decisiva nel momento clou. La squadra di mister Rastelli, ieri al “Partenio-Lombardi” ha steccato nuovamente la possibilità di battere una diretta concorrente al salto di categoria e quindi di avvalersi positivamente di uno scontro diretto, ma soprattutto ha gettato alle ortiche gli ennesimi due punti della stagione. In casa, infatti, una volta passata in vantaggio la compagine biancoverde soltanto con Barletta (incrocio dei pali clamoroso dei pugliesi) e con il Sorrento (palo altrettanto clamoroso di Corsetti sull’uno a zero) non hanno subito il ritorno degli avversari. Ritorno di fiamma (degli avversari), invece, che hanno subito già nella prima giornata con il Prato, gol allo scadere di Corvesi, alla terza con al Paganese, rete di Girardi a 4′ dalla fine, con il Perugia, gol allo scadere della prima frazione di Esposito e ieri con il Latina.
I lupi però quest’anno devono fare maggiormente mea culpa perchè nel torneo a sedici squadre, con l’equilibrio che regna, perdere uno scontro diretto fa ancor più male. Perugia, la stessa Paganese e Latina nel girone di ritrono dovranno essere affrontate in trasferta. I biancoverdi hanno lasciato punti pesanti anche a Frosinone e Nocera altre candidate forti per la B.
Mal di Partenio – Nelle precedenti cavalcate vincenti verso la B (sia sotto la gestione Pugliese che Casillo), la compagine irpina faceva del suo stadio il fortino inespugnabile. Se la “Legge del Partenio” quest’anno fosse stata viva e vegeta, l’Avellino avrebbe già – a questo punto – un piede e mezzo in cadetteria, venti giornate prima.
(malf)
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