Con una nuova nota apparsa sul sito ufficiale, Massimo Pugliese parla dell’incontro di questa mattina con le istituzioni. Appuntamento a suo dire preso solo su richiesta del primo cittadino Giuseppe Galasso.
Questo quanto si legge: “A seguito della richiesta del Sindaco di Avellino si è tenuto un incontro in Prefettura tra il Prefetto Ennio Blasco, l’assessore del Comune di Avellino Salvatore Biazzo, l’amministratore unico dell’U.S. Avellino Massimo Pugliese e lo stesso primo cittadino.
Purtroppo l’incontro non ha portato a nessuna positiva conclusione e, a questo punto, diventa realistica l’ipotesi di una mancata iscrizione al prossimo campionato di Prima Divisione di Lega Pro”.
Queste le parole dell’amministratore unico Massimo Pugliese: “Come espresso anche nell’ultimo comunicato stampa, la volontà di cedere l’intero pacchetto azionario dell’U.S. Avellino esiste da oltre tre anni. Voglio anche ribadire, per l’ennesima volta, che al momento del mio ingresso nell’U.S. Avellino il club militava nella stessa serie in cui ora lo lascio, inoltre, ribadisco che la posizione finanziaria netta negativa relativa alla data di acquisizione era superiore a quella attuale, quindi l’attuale proprietà ha migliorato la situazione complessiva dell’U.S. Avellino rispetto alla data di ingresso”.
Non termina qui la lamentela dell’imprenditore di Frigento: “In ogni caso, fermo restando l’uscita dell’attuale proprietà dall’U.S. Avellino, stamani ho tentato ancora una volta di addivenire a soluzioni che avrebbero potuto consentire l’iscrizione al campionato di Lega Pro anche attraverso un notevole contributo economico a favore dell’eventuale soggetto subentrante, questo purtroppo non è stato possibile in quanto nessuno ha dimostrato di essere realmente interessato al subentro nell’U.S. Avellino ma, con molto rammarico, voglio anche sottolineare che la decisione già presa di non iscrivere la squadra è stata rafforzata dalla contestazione fatta da alcuni tifosi all’esterno della Prefettura che, sicuramente, sono gli stessi che per oltre tre anni hanno gridato “Pugliese Vattene” e che oggi, nel vedere questo loro sogno realizzarsi, anziché essere felici o applaudire non accettano tale presa di posizione”.
